Al fianco dei malati di tumore: anche Uil Umbria e Tommaso Bori si uniscono all’appello

Il direttore generale D’Angelo: «La garanzia è che l’apparecchiatura salva vita arriverà». La primaria Mecucci: «Se il trapianto non viene fatto quando è necessario, la storia della malattia cambia e i pazienti rischiano di morire»

DI ARIANNA SORRENTINO

PERUGIA – Sembra che le acque si siano smosse per l’acquisto del macchinario di ultima generazione che può salvare 36 vite in più in un anno rispetto a quelle che se ne riescono a salvare attualmente. Umbria7 qualche giorno fa ne aveva dato notizia a seguito dell’appello forte e carico di preoccupazione da parte dei primari delle Strutture complesse di Ematologia e trapianto di midollo osseo, Cristina Mecucci, di Radioterapia oncologica, Cynthia Aristei e di Oncoematologia pediatrica, Maurizio Caniglia, insieme al presidente del Comitato per la vita Daniele Chianelli Franco Chianelli.

Si richiede l’acceleratore lineare, una strumentazione che consentirebbe di migliorare la qualità delle prestazioni radioterapiche e di raddoppiare il numero di trapianti effettuabili ad un mese, garantendo il 75% di possibilità di guarigione negli adulti e il 90% nei bambini. Si è espresso a tal proposito anche il segretario regionale del PD Tommaso Bori: «Il macchinario adesso a disposizione dell’ospedale è un’attrezzatura che consente di trattare la metà dei pazienti necessari e che, con un trattamento tempestivo, avrebbero la possibilità di salvarsi. Questo dover fare i conti con macchinari usurati aggrava una situazione della sanità non certo rosea, che gli umbri stanno sperimentando sulla propria pelle. Al di là delle promesse del direttore regionale, servono dunque impegni concreti. Non è più tempo di spot o di propaganda. I cittadini chiedono risposte e noi, come minoranza, sorveglieremo affinché le promesse si possano tradurre in qualcosa di reale. Ringraziamo inoltre il Comitato Daniele Chianelli che continua a dare spazio, senza sosta, a questi temi, come ha fatto nell’ultimo forum». E quindi, spiega, «Ho chiesto alla presidente della commissione sanità, Eleonora Pace, di invitare in commissione per un’audizione i primari Cristina Mecucci, Cynthia Aristei, e Maurizio Caniglia, dopo la loro denuncia».

Ma Bori non è stato il solo a schierarsi dalla parte dei medici dell’ospedale di Perugia. Anche Uil Fpl Umbria «sostiene, fermamente, l’opportunità di dotare l’Azienda ospedaliera di Perugia di tale nuova apparecchiatura». Così precisa il segretario generale Uil Fpl Umbria, Marco Cotone: «Un investimento importante, a beneficio di tutti i pazienti oncologici della nostra Regione e per i tanti pazienti italiani e stranieri che vengono a curarsi presso l’Ematologia e l’Oncoematologia pediatrica dell’Azienda Ospedaliera di Perugia, eccellenze della nostra sanità regionale».

Il direttore generale salute e welfare Massimo D’Angelo, in un’intervista all’emittente televisiva Umbriatv, ha dichiarato che «sono in corso le interlocuzioni» e che si sta procedendo «secondo i termini amministrativi dovuti». E poi aggiunge: «La garanzia è che l’apparecchiatura arriverà in Umbria». Ma questo dovrà essere fatto al più presto, perché come ricorda la primaria Mecucci: «Se il trapianto non viene fatto quando è necessario, la storia della malattia cambia e i pazienti rischiano di morire».

Spazio alla cultura in Umbria: bando della Fondazione Perugia che mette al centro location d’eccezione

Assalto all’Umbria per il 1° maggio: nei 1.400 agriturismi ponte da tutto esaurito