di Carlo Favetti
FERENTILLO (Terni) – In parte in abbandono e meta’ ristrutturata e’ quello che rimane dell’antico reclusorio femminile di Santa Maria della Consolazione a Sambucheto di Ferentillo. Questa è la situazione che imperversa nella struttura un tempo centro spirituale e di profonda fede, governato dalle monache benedettine. Sopra la collinetta sovrastato da monte Borcino, nascosta dagli antichi muri dell’ ex convento, di detto reclusorio rimangono solo alcuni ruderi, tra cui, un accennato portico con archi, e la diroccata chiesa di San Giacomo.
Edera e vegetazione ha preso il sopravvento su tutto e i proprietari, hanno preferito sistemare la parte della vecchia foresteria adattata ad abitazione. Come detto, il reclusorio fu edificato su volere di Adelasia moglie del duca Faroaldo II, ritiratosi all’abbazia di San Pietro in valle dove visse santamente. Adelasia segui’ il marito ritirandosi qui a Sambucheto alle falde del monte Borcino. Lo Jacobilli afferma che questa situazione dei due coniugi longobardi, venne a crearsi su spinta delle angherie del figlio Trasamondo duca Spoletino crudele e sanguinario. Quindi l’origine del reclusorio si attesta attorno all’ VIII/IX secolo come testimoniano i pilastri interni al finto portico. La struttura subì rimaneggiamenti nel corso dei secoli, XVI-XVII- XVIII. Due sono gli ingressi, il primo, lungo una mulattiera che si perde nel fitto bosco, passando sotto un archetto, immette subito nella chiesa diroccata: a destra diparte una scala in pietra che conduce ad alcuni stabili anche loro diroccati; dietro la chiesa alcuni locali voltati a botte e a crociera , segue un portico con archi e alcune fornaci. Se la parte di pertinenza ecclesiastica e’ andata perduta (nelle foto), non possiamo dire della parte privata, ancora in buono stato. Infatti tutta la struttura dell’ex convento è stata recuperata. Un bel portico di accesso con arco, dalla parte della provinciale 209. La frazione di Sambucheto si può raggiungere, come detto, sulla provinciale 209. Scopriamo l’abitato che e’ veramente un gioiellino. La parte antica della e’ raggruppata attorno alla chiesa di Santa Caterina d’ Alessandria, romanica. Realizzata tutta in pietra locale. Facciata a capanna, portale architravato, oculo centrale, campaniletto a vela. Al suo interno le pareti e l’altare sono ricoperte di affreschi rinascimentali ( foto) come la strage degli innocenti, Erode, Salomè, e Santa Caterina; sulla parte dell’ altare la Madonna del Rosario tra i Santi Giacomo Caterina d’ Alessandria e le sue storie.
Al lato sinistro dell’altare e dipinto lo stemma della comunità: una pianta di sambuco. ( e’ questa pianta che ha dato il nome all’abitato, che l’antichità, tramite un trattamento particolare era utilizzato per la tinteggiatura delle stoffe). Il ciborio sopra l’ altare e’ in legno dorato e intagliato con decorazioni loggette e figure dipinte di Santi. Bello il fonte battesimale in pietra: vasca esagonale e fusto ad anfora. Dopo i recenti restauri, sono emersi affreschi del XV-XVI secolo, raffiguranti un corteo di santi tra i quali gli apostoli Pietro, Giacomo e Luca. In una nicchia è raffigurato il Battesimo del Cristo da parte del Battista databile attorno al XVIII secolo. Il pavimento è stato realizzato interamente in lastroni di pietra, mentre, in fondo, alla destra dell’altare, è presente un piccolo locale adibito a sacrestia. Un gioiellino da visitare e ammirare nel suo silenzio e spiritualita’. Un luogo singolare questo di Sambucheto, molto accogliente per il suo ambiente incontaminato a due passi dal centro comunale di Ferentillo lungo la strada provinciale 209 Valnerina. Un interessante itinerario che parte dalla piazzetta di Precetto, costeggia il Nera per risalire al paese abbandonato di Umbriano, discendere a Colleponte, raggiungere Sambucheto, risalire lungo l’antica strada che termina all’abbazia di San Pietro in Valle.




