PERUGIA – Fatto il punto sulla situazione riguardante gli interventi di riqualificazione di Fontivegge. Nel corso della mattinata del 4 aprile, i componenti della commissione cultura del comune di Perugia, si sono recati in visita nel quartiere, uno dei più caldi della città, interessato da quasi venti lavori che porteranno la zona ad avere una maggiore vivibilità
Guidati dal dirigente comunale Franco Marini, i consiglieri sono partiti dall’area posta di fronte alla biblioteca delle Nuvole ed, in precedenza occupata dal coworking. Marini, facendo un quadro generale, ha spiegato che tutta l’area è interessata da molteplici cantieri tutti integrati tra loro ed interconnessi da percorsi pedonali, ciclabili ed aree adibite a verde.
L’architetto ha confermato che sugli interventi si sono concentrate diverse tipologie di risorse: il piano periferie (per circa 16 milioni di euro) e quello relativo all’Agenda Urbana. Le opere partono a monte dal parco della Pescaia (intervento completato) per arrivare fino al parco Vittime delle Foibe, ricomprendendo all’interno tutta la zona antistante la stazione ed i quartieri posti dietro di essa. Partendo da piazza del Bacio i consiglieri hanno potuto vedere le azioni concluse, ossia pista da skateboard, riqualificazione della fontana e palazzina ex Upim (quest’ultimo un intervento effettuato da privati).

In pieno svolgimento il cantiere sul fronte stazione dove sorgerà un’ampia area pedonale con zone di verde e quello per la realizzazione della pensilina davanti alla stazione del minimetrò. Altri cantieri significativi riguardano la Casa degli artisti, il metropark (oggi temporaneamente adibito a terminal bus ma destinato a diventare parcheggio con oltre 100 posti) e l’ex scalo merci, il cui futuro è di diventare polo dell’innovazione e delle tecnologie. Non sono mancati e non mancheranno studi sui temi collegati agli interventi urbanistici ed, in particolare, sugli aspetti commerciali ed economici necessari per arricchire l’area di contenuti.
Le domande e riflessioni dei consiglieri si sono concentrate, nella prima fase, su alcuni aspetti di dettaglio come l’eliminazione delle barriere architettoniche (in parte già previste nel progetto) e la riqualificazione dei sovrappassi.
Il tour è poi proseguito dentro il sottopasso della stazione per raggiungere la zona retrostante già in parte recuperata e che verrà connessa, col progetto della zona 30, alle piste ciclo-pedonali che in quella direzione sono state realizzate. In particolare, nel quartiere posto alle spalle della stazione sono in corso o programmate alcune opere connesse al progetto urbanistico generale: tra le altre la riqualificazione della scuola Pestalozzi, del centro La Piramide nelle cui vicinanze insiste, peraltro, il nuovo family-hub.

Il sopralluogo si è concluso con la visita al parco Vittime delle Foibe, opera apprezzata dai consiglieri con qualche criticità legata alla manutenzione del verde.
Dice il presidente della commissione, Michele Cesaro: «Gli apprezzamenti che l’ufficio di presidenza della commissione ha ricevuto dai consiglieri sono la conferma dell’utilità di questi sopralluoghi per approfondire sul campo le opere pubbliche che stanno interessando la nostra città. Ciò ci consente di acquisire quella consapevolezza che senza la visita dei luoghi non sarebbe possibile».
Riferendosi all’area di Fontivegge, Cesaro ha sostenuto che a«bbiamo potuto toccare con mano la complessità delle opere che qui si stanno portando avanti (oltre 20) con l’obiettivo di migliorare e rifunzionalizzare una zona particolarmente complessa. A Fontivegge ci sarà una valorizzazione dal punto di vista urbanistico, ma, soprattutto, arriveranno nuovi servizi e saranno potenziati i collegamenti dal punto di vista della mobilità».
Tramite il sopralluogo, come ha concluso Cesaro, la commissione ha avuto «la possibilità di capire quanto siano intensi e corposi i progetti messi in campo dall’Amministrazione che richiederanno tempo per completarsi. Già da ora, però, si può dire che si è trattato di uno sforzo enorme per il quale ringraziamo l’Amministrazione: è evidente che le opere non sono svincolate l’una dall’altra, ma collegate da un grande filo conduttore che conferma l’esistenza di una visione precisa per lo sviluppo della città».



