CITTÀ DI CASTELLO – Oltre il danno, la beffa. Dopo aver scoperto il tradimento da parte della propria compagna, un cittadino umbro è stato attaccato verbalmente e fisicamente dall’amante di lei.
Quel tradimento lo sospettava. Così, decide di aspettarla sotto casa. Lei arriva in una macchina non sua: al volante c’era l’amante, che quando vede il fidanzato di lei andargli incontro, scende dall’auto e lo inizia ad insultare e a colpire con dei pugni. A quel punto, il vero compagno decide di chiamare la polizia. Nemmeno questo basta per calmare l’amante impazzito, che continua con un atteggiamento aggressivo.
Solo alla vista della volante della polizia di Città di Castello, l’uomo risale in macchina e si dà alla fuga – ad alta velocità per le vie cittadine. Gli agenti lo intercettano e riescono a fermarlo. Il conducente, 74enne, dopo essere stato sanzionato per guida ad alta velocità, conferma l’accaduto ma dichiarando di essere stato lui vittima dell’aggressione. A quel punto gli operatori, dopo aver accompagnato entrambe le parti presso gli uffici del commissariato e aver riportato la situazione alla calma, li hanno informati delle proprie facoltà di legge. Al termine delle attività di rito, i poliziotti hanno inserito l’evento nell’applicativo interforze Scudo.
Il software di supporto alla gestione delle attività di “pronto intervento” è di fondamentale importanza nell’ambito della prevenzione e del contrasto dei fenomeni connessi alle violenze domestiche o di genere. L’applicativo, destinato agli operatori delle forze dell’Ordine impegnati nei servizi di controllo del territorio, integra i sistemi operativi multimediali e informativi già in uso alle forze di polizia consentendo di evidenziare i precedenti interventi degli equipaggi nei confronti di vittime di lite, o violenza, anche nei casi in cui non sia stata proposta denuncia o querela.


