Redazione Terni
TERNI – Non siamo al clima di cinque anni fa, quando tra gli alternativi alla destra, era piena tempesta. Nel 2018 tra M5S e Pd volavano le manette, complici i postumi dell’operazione Spada.
Oggi più semplicemente, causa il mancato accordo elettorale dei giorni scorsi, tra M5S, Pd e Azione si scavano le trincee. Così giusto per prepararsi al ballottaggio, per “scongiurare” eventuali convergenze dell’elettorato alternativo alla destra.
E che in ballo ci sia anche il mancato accordo al ballottaggio lo scrive in una nota Thomas De Luca (M5S) che pure non risparmia schiaffoni ad Azione. De Luca polemizza con il segretario regionale di Azione Giacomo Leonelli che aveva sottolineato come le posizioni del terzo polo siano inconciliabili dal punto di vista programmatico con i pentastellati. «Ma come -dice De Luca – in regione facciamo opposizione insieme, in alcuni comuni umbri corriamo insieme per le comunali, solo a Terni è impossibile?». De Luca tira fuori quindi le divergenze sul ciclo dei rifiuti e addirittura evoca che nella spazzatura finisca l’accordo per le regionali del 2024.
Leonelli, di nuovo, con un post invoca «l’etica del rispetto per l’avversario». Infine saluta al vetriolo: «Buona fortuna, perché se sperate di arrivare al ballottaggio ve ne serve parecchia».
Quel che resta di Azione a Terni ha fatto la scelta di andare con il Pd. E non è che tra i Dem e i Cinque stelle vada meglio. Non siamo ai pesci in faccia tra Leonelli e De Luca ma l’accordo fallito tra i generali distilla veleni anche nelle truppe. Tra le sedi elettorali di Kenny (Pd)e Fiorelli (M5s) ci sono poche decine di metri ma il muro divisorio è alto. Ognuno pancia a terra a dire che il mancato accordo è colpa dell’altro.
Il centrodestra alla fine la quadra l’ha trovata (manca solo la collocazione della vicesindaca uscente Benedetta Salvati). Il centrosinistra invece ha trovato il segno della frazione, o divisione come dir si voglia.


