MARIA LUCE SCHILLACI
TERNI – Tra pochi giorni Terni sarà invasa da centinaia di Influncer. Dal 14 al 16 aprile si terrà infatti la prima edizione del Terni Influncer and Creator Festival.
In questa intervista ci svela tutti i particolari dell’evento Simone Scoppetta, web design e brand identity, uno degli organizzatori del Festival.
Come è nata l’idea di questo Festival e perché a Terni?
«Come spesso accade, le grandi idee nascono dalla semplicità. Nello specifico da un pranzo, era il periodo della prima pandemia e con l’allentamento delle misure anti-Covid, si poteva tornare a pranzare al ristorante, ci ritrovammo con un gruppo di amici a parlare del più e del meno quando poi il tema di discussione finì col toccare temi quali il lavoro, la qualità della vita a Terni, le possibilità dei giovani di oggi di trovare un lavoro e di poter vivere e sognare nella nostra città senza dover necessariamente migrare. Finì li, fino a quando, a settembre, ricevetti una telefonata da Diego (Ceccobelli ndr). Ricordo che rimanemmo al telefono per più di un’ora condividendo idee e suggerimenti, ipotesi realistiche o meno su altre persone da coinvolgere, sul team di cui avremmo necessitato e sull’idea di un progetto da iniziare e portare a compimento per la città, per i ragazzi e le ragazze di oggi. Ci siamo detti: cerchiamo di creare qualcosa di unico nel suo genere e che non abbia precedenti, mettemmo sul tavolo tante opzioni, la più interessate fu appunto quella di un festival che potesse coinvolgere le tecnologie di oggi, la comunicazione social e come questa interagisce con le generazioni che la utilizzano e da li… TIC. Il Terni Influencer & Creator Festival».
In quanti ci state lavorando?
«Siamo partiti in un gruppo ristretto, ai primi incontri ci ritrovavamo in 5. La freschezza del progetto e l’idea di creare una alternativa o, più semplicemente un qualcosa di nuovo da poter “donare” alla città di Terni, ha attratto tanti giovani talenti, ragazze e ragazzi che si sono messi totalmente a disposizione della nostra Associazione Culturale. Di fatto, come tutte le più grandi “aziende” che si rispettino abbiamo un team comunicazione, un team grafico, un team social, un team amministrativo ed un team logistico. Ognuno sta mettendo del suo e sta portando del suo, mettendo idee, suggerimenti, investendo il proprio tempo e credendo nel Festival proprio come i primi fondatori. Al momento la nostra Associazione conta di 25 soggetti e un team di volontari che nei giorni dell’evento potrà contare su almeno 120/130 persone».
Chi sono gli influencer ospiti, quanti saranno e cosa faranno?
«Abbiamo puntato su diverse tematiche, oggi di fondamentale rilevanza in ambito di comunicazione social. I nostri ospiti, circa 100, affronteranno tantissimi temi, da quelli più leggeri e divertenti (come il TIC Stories di Max Mariola intitolato appunto “Food ’n comedy”) a quelli a carattere più riflessivo su tematiche come il bullismo digitale (come ad esempio il TIC School “Hating online: quando la realtà virtuale ha riscontri nella vita reale”). Ragionando sempre in ottica di coinvolgimento, ci saranno talent provenienti dal mondo kids (Carolina Benvenga), dal mondo della scuola (Vincenzo Schettini), dal mondo gaming (Grax) e tanti altri che sapranno, ognuno a modo loro, coinvolgere il pubblico in panel, incontri, talk e dibattiti distribuiti nella nostra città. La ciliegina sulla torta per la chiusura in bellezza è l’evento Meet&Great di Mare Fuori. Portare i due attori e il format della ormai famosissima serie evento non è stato semplice, ne approfitto infatti per ringraziare tutti nostri partner istituzionali e privati che hanno creduto e che stanno credendo nel nostro progetto. In particolare la Fondazione Carit che è stata la prima a credere nella nostra idea e che nel tempo ci ha supportato e ci sta supportando sotto ogni punto di vista».
Terni è una città influencer? E se sì perché?
«Terni vive concentrata su un’identità culturale legata all’industria. Nel tempo non è cambiata ed è rimasta tale non dando modo alla città e ai giovani di poter contare e puntare su alternative lavorative vere e concrete. Le opportunità negli anni sono capitate, basti pensare solo al periodo “cinema” con il CMM, gli studios di Papigno. È stata un’onda durata davvero poco e tutte quelle maestranze che si sarebbero potute formare e far lavorare a Terni sono state costrette da lì a poco a trasferirsi in altri lidi. Per rispondere alla tua domanda, no, Terni non è una città di Influencer, ma è un luogo foriero di grandi idee legate all’industria. Noi, con il nostro Festival, stiamo cercando di creare un “hub” per gli Influencer e i creator d’Italia, un punto di riferimento nazionale che possa coinvolgere, in futuro, anche le aziende di settore».
L’evento diventerà fisso?
«Uno dei nostri obiettivi è che il TIC Festival diventi un punto di riferimento nel panorama nazionale, quindi sì, faremo di tutto affinché il nostro Festival diventi un appuntamento a cadenza annuale».
Avete contattato i Ferragnez?
«Facciamo questo primo TIC Festival, facciamolo bene e rendiamolo appetibile, il resto verrà».
Come possono interagire i cittadini con questi Influencer ospiti in città?
«L’evento nasce sul modello di un Festival distribuito che, tramite attività dislocate in tante diverse location, potrà coinvolgere i cittadini a 360 gradi. Tutti gli eventi sono gratuiti e a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili nelle varie location. L’unico evento che avrà bisogno di una prenotazione è il Meet&Great di Mare Fuori per ovvi motivi di sicurezza e ordine pubblico».
Immagino anche che possa esserci un ritorno economico…
«Sinceramente? Non ci abbiamo mai pensato. Il nostro è un modello associazionistico. Stanno collaborando con la nostra Associazione tanti giovani ragazzi e ragazze, neo-laureati e neo-diplomati, oltre ad esperti appartenenti al settore pubblico e privato. Tante menti ricche di conoscenza, voglia di fare e di mettere le proprie capacità a disposizione del Festival e della nostra città. Il vero ritorno economico sarà il benessere della nostra città».



