Da Terni e da un candidato azzeccato (Fiorelli) riparte il nuovo M5s con De Luca aggregatore (non più Robespierre)

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il giovane leader spiega la scelta di correre da soli a Terni, inizio della nuova strategia nella regione. Più cravatta e pochette meno ghigliottine. E già un’opa lanciata sui voti di Latini

di Marco Brunacci

TERNI – Parte da Terni la nuova stagione della politica umbra.
E uno dei protagonisti, nel ruolo finora inedito di centro aggregatore, sarà Thomas De Luca, leader dei 5Ms che spiega bene il.momento, nell’annunciare la candidatura (considerata buona da tifosi e avversari) a sindaco di Terni del medico
Fiorelli per il suo Movimento, nella versione Giuseppe Conte.
Da qui si riparte.

Non che M5s umbro sarà subito cravatta e pochette, ma fin da ora pronto ad alternare fendenti e intese, massimalismo e moderazione. A pretendere sempre e comunque non solo attenzioni ma anche ruoli.
«Terni – sorride De Luca, impeccabile nel ruolo non più solo di sulfureo Robespierre – è di casa in Umbria. Non si può certo far finta che nella seconda città dell’Umbria non sia successo niente».
E annuncia che M5s in tutte le realtà dove si vota d’ora in avanti sarà riferimento, non certo satellite. Avviso ai naviganti del Pd e del centrosinistra intero.
Ma De Luca vuol spiegare bene le ragioni della scelta di andare da soli a Terni.
Colpa soltanto del Pd ternano?
«Capiamoci bene».
Tutto comincia – argomenta – con Corciano, dove il centrosinistra vince da decenni e continuerà a farlo. E dove M5s di fatto non ha potuto mettere neanche il naso nella trattativa.
«Sarebbe questo il modo di volersi alleare?», affonda De Luca.
E poi ricorda la disponibilità di M5s a fare le primarie, anche con due foglietti di documento presentati al tavolo del centrosinistra regionale, ponendo la sola condizione di andare ai gazebo in tutti i Comuni in cui si votava.
Tentativi falliti, non per colpa di M5s.
Chiuso il capitolo csx, non resta che picchiare sul centrodestra. Che in generale ha dato «un gran brutto spettacolo» («Sembrava di vedere il Trono di spade»), ma è stato «immorale» nel modo in cui ha dato il ben servito al sindaco uscente, Latini.
«Latini ha guidato un’amministrazione che abbiamo sempre combattuto ma che si è obiettivamente trovata in una situazione praticamente di dissesto davvero difficile».
Com’è il nuovo De Luca? Già bravissimo nel prenotare voti dei latiniani in uscita, ma anche ormai al centro di una strategia regionale. Foligno, Marsciano, Perugia, la Regione.
Lui è giovane e ha tempo per costruire. Ed è pronto a ripartire da Terni, magari forte di un bel gruzzolo di voti del candidato a sindaco Fiorelli. Magari perfino un passo sopra il Pd. Come dicono certe previsioni. Aspettare e vedere.

Demolito il cavalcavia danneggiato lungo la E45: in estate arriva un nuovo ponte in ferro

mattiangeli subbuteo

Mattiangeli sempre più in alto nel calcio da tavolo, trionfo a Vienna