I sindacati umbri si preparato alla festa regionale del 1° maggio, sarà Umbertide a ospitarla

Per dare un segno di solidarietà nei confronti delle popolazioni colpite dal sisma del 9 marzo

UMBERTIDE (Perugia) – Cgil, Cisl e Uil si preparano al grande evento regionale per la festa dei lavoratori del 1° maggio. Sarà Umbertide a ospitare quest’anno la manifestazione unitaria in Umbria dei sindacati. Si tratta di un

a scelta non solo legata alla grande tradizione della festa dei lavoratori nella città altotiberina, ma soprattutto alla volontà dei sindacati di dare un forte messaggio di vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite dal recente sisma con epicentro proprio ad Umbertide.

Il concentramento è previsto alle ore 9.15 in piazza Gramsci (davanti alla stazione) da dove partirà il corteo storico, con la tradizionale sfilata dei mezzi agricoli, fino a piazza del Mercato, dove si terranno i comizi del segretari generali Maria Rita Paggio (Cgil), Angelo Manzotti (Cisl) e Maurizio Molinari (Uil).

La giornata, che vedrà anche diversi altri appuntamenti in tutta la regione, compreso il tradizionale concerto a Perugia (Percorso verde Pian di Massiano), è stata presentata il 21 aprile nel corso di una conferenza stampa dei tre sindacati. Conferenza che è servita anche ad illustrare il percorso di mobilitazione unitaria che attraverserà il mese di maggio, con una serie di assemblee, già partite nei luoghi di lavoro e nei territori in tutta la regione, e un primo appuntamento di carattere interregionale, al quale parteciperà l’Umbria, il prossimo 6 maggio a Bologna.

Il 1° maggio di quest’anno, come hanno spiegato i segretario regionali di Cgil, Cisl e Uil, non sarà semplicemente la festa del mondo del lavoro, ma «l’avvio di una grande mobilitazione del sindacato, per risvegliare le coscienze e rimettere davvero il lavoro al centro dell’agenda politica. Se non si investe su stabilità e sicurezza del lavoro, se non si alzano i redditi di questo paese, che in Umbria sono ancora più bassi della media nazionale che vede Perugia si piazzarsi al 32esimo posto tra le 107 province italiane e Terni al 57esimo, non c’è possibilità di rialzarsi».

 

Molti i temi su cui i sindacati chiedono dunque un radicale cambio di passo. Oltre alla tutela dei redditi dall’inflazione, c’è il grande nodo del rinnovo dei contratti nazionali dei settori pubblici e privati. Altra richiesta: riforma del fisco, con una forte riduzione del carico su lavoro e su pensioni, tassazione extraprofitti e rendite finanziarie.

Altri punti sono, il potenziamento occupazionale e dei finanziamenti al sistema sociosanitario pubblico, una vera e propria emergenza in Umbria, dove il diritto universale alla salute è sotto attacco. Poi c’è la richiesta di maggiore sicurezza: basta morti sul lavoro (sono tre, secondo i dati ufficiali Inail, le vittime in Umbria nel primo bimestre del 2023 e 1566 le denunce di infortunio sul lavoro).

Infine, c’è la grande vertenza relativa al sistema degli appalti: Cgil, Cisl e Uil rivendicano l’eliminazione dei subappalti a cascata e una lotta senza quartiere alle mafie e al caporalato. I sindacati chiedono infine una riforma del sistema previdenziale e politiche industriali e d’investimento condivise con il mondo del lavoro per negoziare la transizione ambientale e digitale, realizzando un nuovo modello di sviluppo, puntando alla piena occupazione.

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