Il dèjà vu di Latini

Un’uscita in grande stile

Di Francesco Petrelli

TERNI – L’avventura di Leonardo Latini è ormai ai titoli di coda e il sindaco, un’autentica rarità, non si misurerà per il secondo mandato e non si candiderà alle prossime amministrative di maggio. Sugli aficionados lasciamo spazio alle interpretazioni senza assicurare una logica nella loro possibile collocazione ormai ridotta agli sgoccioli e alle comparse.

Partiamo dall’inizio Leonardo Latini catapultato nello scenario politico di una Lega in grande ascesa e accompagnato dal commissario badante Barbara Saltamartini. Dopo una scelta non condivisa tra i dirigenti di allora sul territorio, in primis il senatore Candiani propenso a lanciare la candidatura a sindaco di Ceccotti e ancor prima di Fiorini, il leghista della prima ora fino ad altre sorprendenti sorprese poi accantonate. Apprendisti allo sbaraglio. Shock in piena regola per una Lega ingestibile nel consenso, non strutturata e indirizzata solo a prendere voti e la scelta dell’avvocato supportata per non candidare soggetti precari o senza lavoro. L’aplomb del sindaco Latini si rispetta e non si discute e gli attestati di stima di ieri per il bilancio vanno considerati più di quello che si pensa, quello che è successo è frutto di una gestione troppo politica, la nuova Giunta dovrà rappresentare il merito e le professionalità. Chi uscirà vincitore dalla contesa dovrà portare sugli scranni di palazzo Spada i migliori professionisti in circolazione. Terni aspetta solamente una svolta.

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