La Cascata va a 5mila all’ora

Boom di turisti nel giorno di Pasqua: 4.700 ingressi e 300 visite guidate al balcone degli innamorati. IL VIDEO

TERNI – La Cascata delle Marmore si conferma il maggiore attrattore dell’Umbria. Un “salto” in avanti nella promozione del territorio grazie al biglietto integrato che consente ai visitatori di accedere anche al sito archeologico di Carsulae, al Caos,  al museo Hydra, al museo delle mummie di Ferentillo, a Narni Sotterranea.

Gli ingressi di domenica 9 aprile sono stati 4.700. Segno che 4.700 turisti hanno scelto la verde Umbria per festeggiare la Pasqua. Per i più piccini  è stata l’occasione per conoscere la leggenda di Nar e Velino, della ninfa e del pastore. «La fanciulla che fu condotta in cima al monte Vettore e trasformata nel fiume Nera e che piangendo lacrime di dolore, cominciò a scorrere verso valle. Quando anche Velino si gettò per ricongiungersi a lei diede vita alla Cascata». Questa e altre storie sono state raccontate ai bambini dal folletto della Valnerina, lo Gnefro, e dall’ elfo Giangi: un modo simpatico di condurre il giovane pubblico nelle bellezze del territorio. «Sold out gli appuntamenti con la Fantacascata – riferisce l’assessora al Turismo Elena Proietti – e tantissime le prenotazioni per il giorno di Pasquetta. Poter acquistare il biglietto online permette al turista di non fare file all’ingresso e di organizzare la giornata per l’intera famiglia». Trecento le visite guidate al balcone degli innamorati. Altrettante sono previste per lunedì. Se è vero che la Cascata si può visitare  in autonomia, una visita animata  rende l’esperienza indimenticabile. E con “Fantacascata” la passeggiata  diventa  teatro. Per i più romantici c’è un terrazzo incastonato nel travertino in cui si sta giunto in due: il Balcone degli Innamorati.  Qui è possibile “immergersi” e toccare le acque del  Velino con le mani. Una  esperienza mozzafiato che comunque va prenotata. Con il fatto che passando da Papigno non è ancora possibile raggiungere il lago di Piediluco a causa della chiusura della strada per la caduta di un masso, chi usciva dal sito paesaggistico proseguiva per Ferentillo. Se nella bassa Umbria la regina di Pasqua è stata la Cascata, nell’alta resta sicuramente il Trasimeno.

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