di Marco Brunacci
TERNI – Il futuro è donna. Per Terni più che altrove. La città di San Valentino è destinata – comunque vada la contesa elettorale per il nuovo sindaco – ad andare in Pace (intesa come Eleonora).
Il candidato Masselli deve tanto alla tenacia della consigliera regionale, oltre che a quella nave rompighiaccio che si è dimostrato Franco Zaffini.
La Pace ha un passato da militante storica Fdi. Giovane ma viene da lontano. Strutturata nella storia del partito, ma il contrario di nostalgica. Anzi: guarda al futuro e lo progetta. Coerente anche nel suo essere minoranza dentro Fdi. Umanità, passione e molto studio.
Come dite? Sì, un giorno o l’altro potrebbe anche lei iniziare il suo discorso con “io so’ Eleonora”, sul genere della più nota e potente Giorgia, ma ugualmente tosta.
La Terni del futuro sarà, oltre a Pace, anche Valeria Alessandrini, il riferimento della nuova Lega ternana, vicesindaco in pectore se vince Masselli, ma fin da subito l’argine agli squinternati testa-coda dell’ultimo periodo Latini.
Non si candida a essere la seconda “Draghi dell’Umbria” che basta e avanza la prima, piuttosto sarà la custode della linea e del progetto della Lega per Terni. Sarà il medico e la medicina contro gli attacchi di cesarismo e di personalismo acuto. Dovessero anche colpire il sindaco nuovo (se vince Masselli), qualora ci fosse rimasto qualche virus in giro per Palazzo Spada.
Due donne nel futuro di Terni, il cui ruolo si capisce meglio se confrontato con quello di una del passato, l’attuale vicesindaco Salvati.
Come impetuoso e al di fuori di ogni normale consuetudine politica è stato il suo apparire nella scena amministrativa ternana, così sguaiati sono i suoi tentativi di non uscirne, di restarci aggrappata.
L’ultimo però ha risvolti comici. Pare che in questi giorni abbia fatto sapere di non riconoscersi più nella Lega.
Davvero? Era della Lega quando censurava Salvini per non aver imposto al mondo intero la svolta dell’idrogeno (considerato universalmente non sostenibile in questa fase), un suo progetto per Terni?
O quando considerava il gruppo consiliare leghista (e le loro proposte) alla stregua di un fastidio per chi, come lei, doveva governare?
Ora – così dicono- pare voglia restare nel centrodestra. Una posizione che, vista da lontano, sa molto di accorato appello, sul genere: non vorrete mica lasciarmi fuori dalla porta, dopo che ho comandato così tanto.
Ma qualcuno vorrà davvero provare il brivido di vedere se lei è capace di far saltare tutti gli equilibri anche nelle prossime maggioranze?
Ecco la Terni delle donne. Due per il futuro, una per il passato (che, al momento, si immagina nessuno voglia riesumare).


