di Aurora Provantini
TERNI – Lo hanno definito il Bandecchi di Campomicciolo perché è un animale da palcoscenico come il presidente rossoverde. Convintamente lontano dalle logiche di partito, convintamente deciso a recuperare e rinsaldare il rapporto tra i cittadini e le istituzioni, Emanuele Fiorini scende in campo in questa campagna elettorale dando vita ad una sua lista civica: “Fiorini per Terni”. «L’unica vera lista civica di questa caotica tornata elettorale», sostiene. Ne ha vissute altre: Fiorini è stato un leghista della prima ora. Solo che nel 2019 esce dal Carroccio per le troppe incomprensioni con il sindaco Latini e il Carroccio.
Pentito di aver lasciato la Lega?
«Ma come posso essere pentito di aver lasciato la Lega? Non è chiaro a tutti come è andata a finire? Ma ci rendiamo conto che il sindaco Latini è stato sacrificato? Se solo mi avesse dato retta non avrebbe fatto la fine che ha fatto. Ma come si fa, dico io, a bocciare l’operato di una squadra di governo e al tempo stesso premiare l’assessore al bilancio e alle partecipate di quella stessa squadra?»
Quindi corre solo per una questione di coerenza?
«Meglio soli che male accompagnati».
Emanuele Fiorini è un candidato verace. Che va al centro delle questioni. «Il teatro Verdi? Straccerei quel progetto e lo rifarei alla Poletti. La Cascata? Se diventassi sindaco io offrirei ai turisti la possibilità di visitare il sito paesaggistico più attrattivo dell’Umbria con un trenino».
Ha già in mente come far transitare il trenino nel parco della Cascata?
«Certo che no, ci vorrà un progetto, ma sicuramente sarà di più facile realizzazione dell’ ascensore».
È un vulcano di idee. Ce ne dice qualcuna di facile realizzazione?
«Il portale turistico. Credo che sia arrivata l’ora riempirlo di contenuti. Per contenuti non intendo soltanto le caratteristiche del sito archeologico di Carsulae o del lago di Piediluco. Per contenuti intendo gli eventi, i festival e tutti quegli appuntamenti culturali che la città ospita. Per fare questo si deve partire dal presupposto che i concerti, una volta annunciati, si devono organizzare».
Che intende?
«Che se un assessore dice di portare alla Passeggiata la coppia Venditti – De Gregori e Elisa, poi lo deve fare. Se annuncia la Notte rosa con due artisti di fama internazionale e neanche quelli arrivano, non va bene».
Fiorini, sta dicendo che la notte rosa non si farà?
«Dico che oggi è il 28 aprile e che la notte rosa è in calendario per il 6 maggio. Dico che sicuramente ci sarà un’ordinanza sindacale che autorizzerà i locali a stare aperti più a lungo, ma non chiamatela notte rosa».
E cosa c’entra tutto questo ragionamento con il portale turistico?
Come che c entra? Nel portale ci mettiamo le chiacchiere?»
Se venisse eletto sindaco proprio lei, cosa farebbe come prima cosa?
«Metterei mano alla macchina amministrativa. Troppo lenta. Troppo male organizzata. Poi coinvolgerei di più i cittadini. L’ascolto è fondamentale per individuare i progetti giusti che poi vanno portati avanti. Insomma una vera e propria rivoluzione»


