PIETRALUNGA (Perugia) – Una opposizione decisa ma che non arriva per partito preso. Così il consiglio comunale di Pietralunga ha detto “no” univocamente al progetto per la realizzazione del nuovo metanodotto Foligno-Sestino che dovrebbe passare anche nel territorio del borgo dell’Alta Umbria.
A renderlo noto è stato il primo cittadino pietralunghese Mirko Ceci, che attraverso un comunicato pubblicato sul suo profilo Facebook ha spiegato le ragioni della decisione dell’assemblea cittadina: «Il consiglio comunale di Pietralunga, all’unanimità dei presenti – scrive il sindaco – nell’ultima seduta, approvando una mozione presentata dal sottoscritto, si è espresso contro la realizzazione del progetto del metanodotto Foligno-Sestino, così come elaborato e pervenuto agli uffici comunali».
Come evidenzia lo stesso primo cittadino, la presentazione della mozione e la conseguente opposizione da parte del consiglio sono arrivate «nonostante il consiglio comunale sia consapevole che l’opera energeticamente possa essere strategica ai fini nazionali, in quanto il tracciato concepito, risalente ai primi anni 2000, nel suo passaggio nel territorio di Pietralunga non tiene conto, ad avviso del Consiglio comunale , del piano paesaggistico umbro approvato successivamente, non tiene conto che lo stesso passi sopra le due faglie sismiche sempre attive nel territorio pietralunghese. Non tiene dovutamente conto del suo passaggio all’interno dell’ oasi naturalistica di Varrea ed all’interno del sito “Natura 2000”, di particolare pregio ambientale, non tiene conto del suo passaggio a pochissime centinaia di metri dal centro abitato e del suo conseguente negativo impatto visivo. Non tiene conto della circostanza che va a pregiudicare tutta una serie d’investimenti turistico ambientali che nell’ultimo decennio l’amministrazione comunale ha realizzato».
Nella stessa mozione i consiglieri pietralunghesi hanno dato mandato alla giunta comunale di effettuare un incontro con i vertici e tecnici Snam, la società che costruirà il metanodotto. La riunione si svolgerà nella giornata del 21 aprile, per verificare, conclude Ceci, una «modifica del tracciato o in ogni caso una sua mitigazione con accorgimenti d’ingegneria ambientale».


