Redazione Terni
TERNI – I sindacati sotto Palazzo Spada con le bandiere della sanità pubblica. Nel palazzo, al secondo piano, i partiti a consegnare le liste per le amministrative che si terranno il 14 e il 15 maggio. Ad un mese esatto dal voto si parla tanto di candidati, oltre seicento, e poco, molto poco, di programmi.
Ad iniziare dal nuovo Santa Maria di Terni. Da realizzare con i soldi pubblici o con quelli del project financing che pure non sembra marciare?
Finora sui programmi hanno spinto solo Bandecchi – il suo è stato incassettato nei condomini di tutta Terni – e gli Innovatori che più modestamente lo hanno esposto al PalaSì. Per i grandi partiti che arrivano dalla evoluzione delle famiglie politiche del ‘900 ancora non ci sono punti programmatici ufficiali. Eppure nella Prima Repubblica proprio il programma era l’incipit di ogni campagna elettorale e la base per costruire le alleanze. I programmi della sinistra e della destra ternane magari saranno noti più in là. Così come per i Cinque Stelle che finora si sono distinti più per i no (all’inceneritore, ai fanghi, alla “privatizzazione” delle aziende municipalizzate) che per i sì.
I partiti non sembrano dunque contrastare al momento Bandecchi sull’agenda della città. Eppure il presidente rossoverde, nel suo “volantone” sul da farsi, non ci è andato leggero. Il progetto 300 mila, l’impianto di cremazione per uomini e gli amici animali, il “mai più schiavi di Perugia”, la sanità privata convenzionata, finora non hanno trovato contraltari.
Solo nelle ultime ore qualche contrasto peraltro soft. Bandecchi alla presentazione delle sue liste ha sparato «i venti dipendenti comunali che vanno a bussare alle porte di chi non ha pagato le tasse comunali».
Orlando Masselli sui suoi social – pur senza mai nominare Bandecchi – ha rivendicato la bontà dell’operazione di risanamento finanziario del Comune dissestato e ha fatto notare che per bussare alle porte dei cittadini occorre un mandato della magistratura.


