TERNI – Non ci sono i temi identitari, quelli della destra, quelli a trazione Lega di cinque anni. Mercoledì 5 aprile nella presentazione della coalizione di centrodestra e del candidato a sindaco Orlando Masselli non ci sono paure o pericoli da sottolineare all’elettorato.
Non ci sono “nemici”. A parte quella «sinistra che cinque anni fa ha lasciato una città dissestata e demoralizzata».
«Saremo inclusivi – dice Masselli – sono un uomo che viene da un partito ma che adesso si accinge a raccogliere il consenso dei Ternani. Io non parlerò con i partiti. Parlerò con i cittadini. La storia della Terni del Novecento è basata sulla sua inclusività. Spazio a chi ha voglia di lavorare, di stare insieme per fare».
Orlando Masselli i partiti li ha ringraziati prima. D’altronde ci sono tutti. FdI con il segretario regionale Francesco Zaffini, Forza Italia con tutti i suoi esponenti di punta, solo la Lega è in versione un po’ ridotta: il segretario provinciale David Veller ringrazia il sindaco uscente Leonardo Latini per il lavoro svolto e ribadisce che il Carroccio ha preferito l’unità. Ci sono le liste civiche. Tre. Che sosterranno Masselli.
Il Governo con il sottosegretario Prisco. Il deputato Raffaele Nevi pone la questione ambientale con forza definendola priorità assoluta. Anche questo per certi versi è una novità: «Arvedi Ast è pronta a investire un miliardo di euro nel sito siderurgico ternano – dichiara Nevi – ma sulla questione ambientale ci deve essere l’intervento del Governo. Su questo lavoreremo e ce ne faremo portavoce insieme a tutti gli altri parlamentari».
La politica romana è ben presente con il responsabile degli enti locali di FdI Giovanni Donzelli che accenna alle tante telefonate e messaggi per ricomporre il caso Terni.
In effetti una caso complicato: con un sindaco uscente e un altro entrante, entrambi della stessa coalizione. Ma mercoledì mattina è sembrata già storia archiviata. Fermo restando che ad oggi ancora non è chiaro cosa faranno gli amministratori uscenti rimasti fedeli a Latini che Umbria7 ha rinominato “Latinisti”. Secondo le ultime indiscrezioni Benedetta Salvati, Cristiano Ceccotti e Federico Cini sarebbero un po’ più vicini alla Lega. In fondo la Lega per cinque anni è stata casa loro.






















