TERNI – Stefano Bandecchi nella tarda mattinata di mercoledì 31 maggio si insedia a Palazzo Spada. Il passaggio di consegne con il sindaco uscente Leonardo Latini è qualcosa di più di una stretta di mano.
Il primo contatto nel chiostro di Palazzo Spada, con i sostenitori di Bandecchi che battono le mani. Quindi al primo piano, nello studio del sindaco, il passaggio della fascia che Bandecchi indossa orgoglioso.
Infine la conferenza stampa nella sala del consiglio comunale. Una occasione nella quale Bandecchi ribadisce la sua stima per Latini e rilancia il tema della “consulenza”, formula estesa del passaggio di consegne: «Latini è stato un uomo delle istituzioni anche in questa difficile campagna elettorale. Latini è stato silenzioso e sempre onesto. Latini sarà di aiuto a questa amministrazione da professionista come consulente».
I cittadini presenti battono le mani. Un applauso infinito. Latini appare un po’ imbarazzato e precisa che non c’è bisogno formule per regolare la sua volontà di essere comunque a disposizione – nell’interesse della città – del sindaco entrante.
La stretta di mano tra i due è calorosa. In sala rimane il sindaco Bandecchi che è di ottimo umore con le sue battute che entusiasmano la sala: «Oggi mi vedete qui ma un giorno sarò a fare il presidente del Consiglio dei ministri».
Ne ha per tutti compreso il presidente del mondo del calcio Gravina. Sorvola solo sul recente scambio di accuse con il centrodestra sul ruolo della sinistra al ballottaggio: «Dico che imparassero a fare la campagna elettorale. Hanno tempo. Perché io starò qui cinque anni a fare il mio dovere».
Il sindaco ribadisce che lui vuole governare insieme alla città e che lui non ha conti da regolare.
L’inizio amministrativo è scoppiettante: “Bloccherò i lavori del Verdi perché ci vuole una riflessione”. E non fa niente se proprio ieri è stato firmato il contratto per l’esecuzione del primo stralcio. A Palazzo Spada è iniziata una nuova era.







