TERNI – Il Movimento Cinque Stelle alle ammnistrative del 14 e 15 maggio corre da solo. E difficili sembrano anche gli apparentamenti al secondo turno.
L’ex premier Giuseppe Conte alle sette di sera arriva a corso Tacito e tira subito fuori le unghie: «Non ci isoliamo, ma le alleanza le facciamo solo sui programmi pienamente condivisi».
Fine dei giochi: chi si aspettava un Movimento Cinque Stelle più morbido viene immediatamente smentito.
Dall’aria che tira in caso di ballottaggio il Movimento Cinque Stelle si alleerà solo su azioni concrete. Le distanze con il Pd e con gli altri possibili alleati della sinistra restano dunque considerevoli.
Per il resto Conte spinge Claudio Fiorelli picchiando duro sul governo della Meloni, chiamato in causa a più riprese sulla incapacità di gestire i fondi del Pnrr e sulla scelta di abolire il reddito di cittadinanza.
«Noi abbiamo portato i soldi dall’Europa, loro non sano come spenderli» – dice Conte.
Dal canto suo, Claudio Fiorelli ribadisce i temi centrali della campagna elettorale ternana del M5S: No agli inceneritori, no all’impianto di essiccazioni dei fanghi a Maratta, sì ai soldi pubblici per un nuovo ospedale pubblico, sì a nuovi investimenti sulla medicina territoriale.
«Non è possibile che per fare una ecografia dobbiamo andare a Pantalla o, ancora peggio, a Gubbio» – dice il medico Fiorelli.
Largo Elia Rossi Passavanti si infiamma. Il popolo dei Cinque Stelle non sa se il loro candidato andrà o meno al ballottaggio. Sa che ancora una volta i Cinque Stelle a Terni sono un osso duro e le sirene per futuri accordi o alleanze ancora devono cantare.









