L’ ex Msi e l’ex parà a caccia nella riserva della sinistra

Masselli (Fratelli d’Italia) e Bandecchi (Alternativa popolare) nel ballottaggio alle prese con gli elettori di Pd e M5S

Redazione di Terni 

TERNI – Tra i due ci sono 3.700 voti di differenza. Tanti. Pochi se dovessero entrare in gioco gli oltre 15 mila che hanno racimolato Pd e Cinque Stelle. 

È il “tesoro” della sinistra che potrebbe fare la ricchezza elettorale di Orlando Masselli o di Stefano Bandecchi. L’uomo forte di Fdi ha totalizzato 17mila e 300 voti, il patron di Unicusano 13mila e 600. Tra due settimane dovranno provare a tenere i loro voti e cercare nei campi avversari del primo turno.  Certo, non è facile per due uomini marcatamente di destra essere attrattivi per chi al primo turno ha votato il Pd e  il Movimento Cinque stelle.  A Terni il Pd è in difficoltà da tempo. La virata su José Maria Kenny ,alla prova dei fatti, ha significato l’esclusione dal ballottaggio. Una scelta fatta dopo mesi di veleni.  Di trattative fallite. Di lotte intestine. Eppure su Kenny 10mila e 600 voti. Anche per i Cinque Stelle mesi difficili. Claudio Fiorelli candidato a sindaco una scelta convinta ma certo non di coalizione. Una scelta da minoranza con 5mila e 200 voti. 

Ebbene. Ora gli affezionati al Pd e ai Cinque Stelle – che hanno una connotazione più vicina alla sinistra che alla destra – chi sceglieranno tra Masselli e Bandecchi? Ancor prima: andranno a votare?  Una magra consolazione: l’elettorato di quella che a Terni è stata la grande area della sinistra torna ad essere centrale. Seppur come terra di conquista.

spinelli (foto facebook)

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