di Marco Brunacci
PERUGIA – Primo maggio? Umbria7 festeggia (tanti auguri ai lavoratori) con un po’ di numeri umbri. Non chiacchiere e non propaganda. La fotografia della situazione per chi sa leggerla.
Allora: la disoccupazione umbra nel 2022 ha toccato il minimo storico al 6,6%. Nel 2023 c’è stata una lieve correzione verso l’alto, al 7,1%.
Stiamo comunque parlando di un numero di due punti e mezzo inferiore alla media italiana. Situazione da considerare soddisfacente.
Ma il dato più rilevante per il primo maggio è quello, inedito, relativo al reddito pro capite da lavoro dipendente nella regione, dal 2018 al 2022. Qui si sale finalmente da 37.000 a 40.200 euro.
Ovvero 3.200 euro, quasi il 10% in 4 anni, non male.
Un warning qui è indispensabile: i numeri sull’occupazione fanno comunque i conti con un trend, che vede, soprattutto i giovani, molto propensi a dimettersi da posti anche non a tempo determinato per prendersi periodi di “pausa”.
In Italia sono stati più 2 milioni in un anno gli abbandoni da posti di lavoro acquisiti.
Dicono che la svolta ci sia stata col Covid, ma ha comunque introdotto nel mercato del lavoro un fattore inedito. Da seguire e da studiare. Certo è un fenomeno immaginabile solo in una società relativamente ricca.
Un ultimo dato su cui serve una piccola riflessione: tra il 2021 e il 2022 il reddito imponibile umbro al netto dell’inflazione è leggermente diminuito ma il dato è di scarso rilievo in una regione con i più alti tassi italiani di pensionati e disabili. Nulla a che vedere con la progressione del reddito del sistema produttivo, per il quale va guardato il reddito da lavoro.
Le pensioni da quest’anno sono tornate a lievitare con l’inflazione.



