L’ultima grande scommessa: la vittoria di Terni sarà sufficiente a Bandecchi per accreditarsi al tavolo del centrodestra nazionale?

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il presidente sarà «un sindaco con la valigia» che delegherà molto, nella città dove non vive. Ma da abile stratega, nelle sue interviste nazionali, insiste sempre sui suoi (regolari) finanziamenti alla politica. Con citazione fissa per Tajani. Inizierà cercando l’attenzione di Fi a partire da Nevi?

di Marco Brunacci

TERNI -Volete sapere quale è il vero interrogativo politico che resta aperto dopo le elezioni comunali ternane, al termine di una campagna elettorale pop, fino a cedere alle macchiette e alle pernacchie (per Perugia), al modo di Grillo prima maniera, tutte cose già viste (ahinoi, anche il finale, ma magari stavolta va tutto meglio, perchè no)?

Un interrogativo e uno solo: il neosindaco Bandecchi, che da anni e anni ha messo sulla strada il suo movimento e partecipato a elezioni (un cammeo nel 2013 alle comunali di Roma), ora grazie ai meriti suoi e al combinato disposto delle devastazioni combinate dal centrodestra dei veleni e dal centrosinistra ternano, verrà preso in considerazione dal centrodestra nazionale, di cui deve essere considerato parte essendo ufficialmente il suo movimento dentro al Ppe, riuscendo a diventarne interlocutore, magari anche solo in piccolo?
Questa è la vera scommessa. Bandecchi diciamo che di Terni è un benefattore, come almeno lo hanno visto i ternani che hanno votato per lui. Ma non ci vive e qui non ha che un piccolo business e una squadra di calcio in serie B che al momento non brilla (in un video il presidente ha affermato poche ore fa che “tre quarti della città gufava” per la retrocessione). Di Terni sarà il “sindaco con la valigia”, che, visti i suoi impegni, delegherà tanto, forse soprattutto all’occhiuto e sempre efficiente avvocato Corridore.
Ma Terni sarà la vittoria sufficiente per accreditarsi al tavolo di Meloni, Salvini, Berlusconi? Questo è il problema.

Non è un caso che Bandecchi, astuto e brillante, abbia sempre detto nelle interviste sui giornali nazionali, che pure a volte ironizzavano su di lui, di aver dato finanziamenti (regolari) a tanti della politica. Ma facendo sempre riferimento a Tajani e Di Maio.
Vorrà attenzione da Forza Italia? La vorrà anche dagli azzurri ternani guidati da Nevi (Fi per altro non ha affatto brillato come argine a Bandecchi)? Questo è impossibile anche solo da immaginare. Ma Bandecchi è uno stratega abile, non bisogna insegnargli nulla.
Riuscirà mai a sedere a quel tavolo, magari trovando una via di comunicazione a livello locale, facendo pure qualche locale apertura? Mah. Chi lo sa?
A suo vantaggio Bandecchi ha una ben oliata macchina politica, robusta e operativa su molti fronti. Contro c’è il fatto che l’Umbria conta poco o niente sullo scacchiere nazionale. E anche lui riuscisse a far perdere il governo della Regione al centrodestra – prospettiva, come già detto, assai fondata – a Roma non sarebbero in molti ad accorgersene.

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