DI ARIANNA SORRENTINO
PERUGIA – «Parlare solo di diplomazia culturale è limitante per un paese come l’Italia. La diplomazia culturale è importante quando la cultura è un qualcosa che va al di là: meglio dire quindi diplomazia del sapere e del conoscere. Un bravo maestro ha il dovere di regalare il sapere agli altri», lo sottolinea il vicepremier e Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Antonio Tajani durante la sua lectio magistralis tenuta nel pomeriggio del 2 maggio all’Università per Stranieri di Perugia.
È stato accolto dal rettore dell’Unistra Valerio De Cesaris, che ha fortemente voluto questo momento di riflessione e dai docenti di palazzo Gallenga, che ha Tajani ha salutato personalmente. «La politica estera non la fa solo il Ministro degli esteri insieme ai diplomatici e ai funzionari del ministero – ha risposto ai giornalisti prima della lectio – la fanno i professori dell’Università, la fanno i professori che insegnano italiano all’estero, i nostri istituti italiani di cultura, le missioni di pace, la fanno le nostre imprese che esportano il nostro sapere far nel mondo. La politica estera è un grande mosaico dove ognuno gioca un ruolo fondamentale». L’Università degli Stranieri di Perugia «è una tessera fondamentale di questo mosaico».
Sollecitato dai giornalisti, una battuta anche riguardo il sindaco di Perugia Andrea Romizi: lo vede bene come presidente di Regione? «Romizi è un bravissimo sindaco, sta facendo bene il sindaco. Può fare tantissime cose, gode della mia stima e ha il mio apprezzamento. Ora sta facendo bene e andiamo avanti così. Per la Regione c’è una brava presidente». Immancabile un riferimento riguardo la guerra in Ucraina: «Sono favorevole ai tentativi che puntano a portare la pace tra Ucraina e Russia, ma non può esserci pace senza giustizia. Giustizia è indipendenza dell’Ucraina e la sua libertà, ma non può essere la resa dell’Ucraina. Bisogna far comprendere ai russi che è giusto mettere un punto fermo e chiudere la stagione della guerra».
Ovviamente si è guardato anche al Governo e alle scelte attuali: «Il Primo maggio abbiamo lavorato come milioni di italiani – ha risposto Tajani – noi lo abbiamo fatto per dare buone norme per i lavoratori, soprattutto a quelli che guadagnano di meno: troveranno in busta paga fino a 100 euro. Questo è fatto in una prospettiva di incrementare l’occupazione e di rafforzare il lavoro. L’idea è quella di continuare a ridurre il cuneo fiscale e renderlo strutturale. Abbiamo lavorato fino alla fine di quest’anno con una riduzione fino al 7% dei redditi più bassi e vogliamo lavorare perché questo possa essere un punto fondamentale nella nostra politica, l’obbiettivo del Governo di centro destra in particolare Forza Italia è la riduzione della pressione fiscale, per aumentare le pensioni, aumentare i salari minimi e per affrontare la grande questione dell’inflazione permettendo ai cittadini di poter difendere il potere d’acquisto dalla loro busta paga».
La speranza attuale? «Mi auguro che la banca centrale europea non continui con la scelta di alzare i tassi perché in questo momento serve aiutare la crescita, serve permettere alle imprese e famiglie di poter accedere al credito, serve a chi intraprende avere la possibilità di dare vita alle nuove iniziative. Se il costo del denaro aumenta, rischiamo di bloccare tutte le iniziative. Visto che nel nostro paese la tendenza alla crescita è positiva, il Pil cresce e visto le ultime scelte del Governo per contrastare l’inflazione, credo che sarebbe opportuno non continuare ad alzare il tasso di interesse».
A seguire la lectio magistralis in aula magna, anticipato dai saluti istituzionali della presidente della Regione Donatella Tesei e del sindaco di Perugia Andrea Romizi.














