TERNI – Quattro ore di sciopero e un presidio sotto palazzo Spada. E’ la risposta all’apertura della procedura di licenziamento collettivo dei 51 lavoratori della Tct, l’azienda che taglia i prodotti del Tubificio. Mercoledì mattina le Segreterie di Fim, Fiom e Fismic, congiuntamente alle Rsu, sono state ricevute dalla proprietà della Tct (Gino Timpani) per affrontare alcune tematiche relative all’organizzazione del lavoro e per fare il punto generale della situazione. «L’azienda ha iniziato la riunione comunicando il fallimento di tutti i tentativi di dialogo con Arvedi e il Tubificio – spiegano le tre sigle sindacali – relativamente alla possibilità di trovare una soluzione tra privati alla controversia di carattere commerciale». Secondo la proprietà di Tct Arvedi non sarebbe interessato all’acquisizione dei macchinari, dei capannoni industriali, tantomeno di farsi carico dei lavoratori. «E’ stata oltretutto evidenziata – sottolineano i rappresentanti di Fim. Fiom, Fismic – una perdita di più di un milione di euro a chiusura dello scorso anno fiscale e una previsione negativa, stimata tra i quattro e i cinquecentomila euro per l’eventuale continuazione dell’attività produttiva fino a luglio 2023. A fronte di questo la proprietà della Tct ha comunicato ai sindacati la cessazione delle attività produttive dell’azienda con l’avvio di una procedura di licenziamento collettivo, che ha trovato conferma nella giornata di giovedì 11 maggio».
Le organizzazioni sindacali avevano già inoltrato una richiesta di incontro all’assessore allo sviluppo economico della Regione Umbria, che ha fissato il tavolo per martedì 16 maggio e inviato un aggiornamento al Prefetto di Terni. Inevitabilmente la cessazione dell’attività e i 51 licenziamenti avranno un impatto sociale enorme. «Ci aspettiamo – concludono i rappresentanti sindacali – da subito, azioni concrete di responsabilità volte alla tutela dell’occupazione, a partire dagli impegni assunti a più riprese dalla dirigenza di Ast al tavolo prefettizio e al tavolo del Tubificio, nonché dallo stesso presidente Arvedi durante il pontificale di San Valentino in duomo». Rivolgendosi ai lavoratori in presidio davanti alla cattedrale, Arvedi aveva detto: «L’Ast è casa vostra». Lo stato di agitazione proseguirà sabato, con una presenza dei lavoratori alla partenza del Giro d’Italia, continuando poi martedì con un presidio sotto gli uffici della Regione Umbria, in concomitanza dell’incontro con l’assessore Fioroni».

