PERUGIA – Un’oasi dove la parola d’ordine è aiutare il prossimo. E’ quanto avviene ogni giorno da un decennio a questa parte presso il “Villaggio Carità-Sorella Provvidenza” di Perugia. Il lavoro quotidiano del “Villaggio” viene portato avanti grazie all’8xmille che consente anche all’arcidiocesi di Perugia-Città della Pieve di portare avanti le sue opere pastorali, socio-caritative, missionarie oltre quelle culturali e per la tutela e la valorizzazione dei suoi beni storico-artistici.
L’ 8xmille alla Chiesa Cattolica, come tiene a sottolineare il direttore della Caritas diocesana don Marco Briziarelli non è semplice solidarietà: «E’ uno strumento importante – afferma il sacerdote – per stare vicini alle le persone che sono in difficoltà. Parte di questi fondi viene destinata alla carità e per noi questo supporto è fondamentale per poter continuare ad aiutare i poveri, a costruire con loro un percorso nuovo e di autonomia, con progetti specifici e di prossimità».
Il “Villaggio” è una “cittadella” della carità in cui, oltre ad aver dato un tetto dignitoso, nel solo 2022, a 32 famiglie italiane ed estere, per complessive 91 persone tra adulti e minori, a causa della perdita dell’alloggio, è quotidianamente vissuto da alcune centinaia di persone.
Al suo interno si trovano il Centro di ascolto diocesano, frequentato, nel 2022, da 1.653 utenti-nuclei familiari (+ 12,7% rispetto al 2021); l’Emporio della Solidarietà “Tabgha” (vi accedono con tessera 780 famiglie); la Mensa “Don Gualtiero” (prepara 110 pasti al giorno); la “Farmacia solidale” per farmaci, presidi sanitari e ticket (servizio attivato di recente); la sede dell’Associazione perugina di volontariato (Apv), che conta più di 100 soci impegnati prevalentemente nel mondo carcerario, nell’ambito ospedaliero e nell’assistenza ad anziani e disabili.
L’8xmille viene impiegato annualmente anche per le attività dei 34 oratori attivi nell’archidiocesi che, oltre ad offrire opportunità di formazione ed educazione per fanciulli e adolescenti, sono di sostegno sociale non indifferente a migliaia di famiglie tutto l’anno, con attività di doposcuola, oltre in estate con i “Grest” (gruppi estivi). Altra “voce” significativa dell’8xmille, oltre le opere Caritas, è quella delle attività svolte per la tutela, conservazione e valorizzazione dei beni storico-artistici e culturali. Nel dettaglio la sua ripartizione in quattro “macro voci” relativa ai fondi del 2021.
I FONDI CEI PER L’ARCIDIOCESI
Da parte della CEI sono stati assegnati all’archidiocesi di Perugia-Città della Pieve, per l’anno 2021, complessivamente 5.326.553,61 euro. I fondi sono così ripartiti: “Sostentamento del Clero” (di 145 sacerdoti e loro attività pastorali dirette, soprattutto di natura socio-caritativa, missionaria e di evangelizzazione), 2.187.395,90 euro, pari al 41% del contributo complessivo; “Edilizia e Beni Culturali”, 1.738.727,80 euro , pari al 33%; “Culto e Pastorale”, 718.509,23 euro, pari al 13%; “Opere di Carità”, 683.920,68 euro, pari al 13%.

Come spiega l’economo diocesano Bruno Bandoli «l’erogazione dei suddetti fondi ha tenuto conto del periodo emergenziale della pandemia da Covid-19. Nell’ambito di destinazione “Culto e Pastorale” è stato previsto un sostegno per vari uffici pastorali che hanno cercato di mantenere la loro attività nonostante le limitazioni al lavoro in presenza».
Mentre, come precisa il dottor Bandoli «nell’ambito degli interventi caritativi sono state sostenute, come di consueto, le numerose attività della Caritas diocesana ed in particolare i servizi di accoglienza e il Centro di Ascolto. L’aiuto è stato fornito anche agli empori diffusi nel territorio, gestiti anche grazie al generoso apporto di numerosi volontari, diventati punto di riferimento per le persone di difficoltà durante la pandemia». Inoltre, evidenzia sempre l’economo diocesano, «un settore che ha subito più di altri le problematiche portate dal Covid-19 è quello delle residenze per anziani che accolgono alcune centinaia di loro sia autosufficienti che non autosufficienti, e danno lavoro ad altrettante persone con diverse competenze e professionalità socio-sanitarie».
Commentando questi dati, soprattutto le voci di intervento, il vicario generale don Simone Sorbaioli, a motivo di quanto illustrato dall’economo Bandoli, auspica che «la scelta dell’8xmille alla Chiesa Cattolica non venga meno nel tempo, ma è anche necessario, come ha sostenuto recentemente il nostro arcivescovo monsignor Ivan Maffeis, pensare a forme integrative di finanziamento allo stesso 8xmille e a nuove campagne di sensibilizzazione e di trasparenza delle opere portate avanti con le offerte che giungono alla Chiesa».


