Il Comune di Perugia
Il Comune di Perugia

Addavenì Bandecchi/2. Chi difenderà Perugia? Una schiera di fieri candidati: Tuteri, Scoccia, infine Cicchi. Poi Fora. E Belardi, Leonelli, Cristofani

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Mentre il sindaco Superpop di Terni è alle prese con l’incompatibilità e riciccia il complicato blind trust (dopo settimane), dal capoluogo non arrivano segnali dalla politica ma gli alfieri degli schieramenti sono agguerriti e molto competitivi. Basterà?

di Marco Brunacci

PERUGIA – Perugia come Terni? Addavenì Bandecchi? Magari attraverso un imprenditore mister X ansioso di riprendersi la scena?
Nella prima puntata abbiamo spiegato: la politica, anche qui, sta facendo tutto il possibile per aprire spazi allo sbarco del Superpop ternano.

Il combinato disposto letale già visto in action a Terni: da una parte il centrodestra dedito alle liti da cortile, fulminato dal giudizio del saggio Agostini, filiera Pd storica (“Pensano di poter litigare quanto vogliono, come noi tempo fa, ritenendo di vincere comunque. Che errore”), dall’altra un centrosinistra sballottato tra l’insostenibile fluidità del Pd nazionale e la rigidità massimalista e personalistica di tanti suoi esponenti locali. Spirito di gruppo zero. Il centro qui si caratterizza per piglio guerresco. E in politica non esiste niente di più inutile dei moderati che non si moderano.
Senza le tre sciagurate componenti, come si è visto a Terni, il sindaco Superpop non arriva.
Ora non si sa se la classe dirigente degli schieramenti perugini e regionali si sia resa conto del pericolo alle porte. Obiettivamente non sembra. Però magari qualcuno sta lavorando in silenzio. Va aggiunto che Bandecchi sembra debba giocare in difesa più che andare all’attacco, visti i problemi dell’incompatibilità. Il fatto che ricicci ancora la soluzione del blind trust (anticipata, quando ancora era ragionevole, da Umbria7 un paio di settimane fa) dimostra le difficoltà a uscire dall’empasse. Ternana sì, Ternana no. Unicusano sì, Unicusano no.
Il blind trust ha regole complicate e garantisce poche certezze, in questa fase, a vedere così – e magari ci sbagliamo – serve più per prendere tempo che per essere risolutivo.

Al momento, comunque, a Perugia, fioriscono le illazioni sulle candidature a sindaco. E a queste ci atteniamo, in attesa di forti segnali politici, da una parte e dall’altra e anche in mezzo.
Riassumiamo: per il centrodestra ecco Gianluca Tuteri, eccellente pediatra, ha tutte le qualità per essere il potenziale Romizi 2024, Margherita Scoccia, giovane e brillante talento, identità Fdi ma senza essere difficile da digerire per la città, favorita nella corsa, e poi Edi Cicchi.
Per il centro che guarda più a sinistra che a destra ecco Andrea Fora, che potrebbe perfino ritrovarsi ad avere una liason con la Cicchi, se a sinistra lo respingono per la sua scelta renziana a livello nazionale e quindi non più solo del mondo civico a denominazione di origine controllata.
Sul versante del centrosinistra splende al momento la stella di Paolo Belardi, che ha oscurato in maniera definitiva quelle di Menichetti e di Agostini.
Ma la variante Giacomo Leonelli (Terzo Polo, ex Pd di primo piano) non può affatto essere esclusa. Anzi c’è chi dice che sarà della partita in ogni caso, con il centrosinistra oppure anche come traino di una componente che non sia solo Azione di Calenda. Infine: qualcuno può escludere, oggi come oggi, la candidatura di tutto rispetto di un moderato come il segretario comunale del Pd, Sauro Cristofani?
L’ottimo professor Belardi, urbanista di fama, geniale ispiratore di progetti futuribili sul disegn, ha più volte espresso la sua personale convinzione: è il momento che una città di riconosca in una candidatura molto ma molto più ampia di quelle dei tradizionali recinti politici. Dal centrosinistra ma proseguendo verso il centrodestra. Uno scenario però obiettivamente difficile da immaginare in questi tempi. Più roba da grandi classici, da Lucrezio (“De rerum natura”), oasi felici dove gli agnelli pascolano con i lupi. Cose da intellettuali immaginifici.

Ma attenti tutti. Raccontano un aneddoto che potrebbe cambiare il paradigma degli scettici di Umbria7: il collega di Belardi, un tempo in odore di potenziale candidatura nel centrodestra, Daniele Porena, avrebbe confidato di essere disposto, per stima, a votare per una mente illuminata come Belardi, al di sopra degli schemi.
Ps. Nell’elenco del centrodestra manca Marco Squarta, il quale deve continuare a onorare la sua vocazione regionale e nazionale e perfino europea.

Interpretazione delle norme sul governo del territorio: ecco i lab a Perugia

Maturità, l’avessi presa prima