Caparvi lascia la segreteria umbra della Lega bombardando la giunta regionale. Toccherà a Marchetti la “missione impossibile” di ricostruire

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il deputato e sindaco di Nocera annuncia che non si ricandiderà al congresso regionale il 30 settembre. E fa strike di assessori leghisti (Melasecche e Coletto) senza poter risparmiare la presidente Tesei. Mai opposizione fu così drastica

di Marco Brunacci

PERUGIA – Virginio Caparvi, segretario regionale della Lega, lascia. Il 30 settembre – annuncia – non si ricandiderà al congresso regionale del partito di Salvini che in Umbria è passato da vette trionfali al 4% del risultato delle comunali di Terni. Lo spiega in un post su Facebook l’attuale segretario nonché deputato della Repubblica nonché sindaco Nocera.

Non sappiamo se nei pochissimi militanti della Lega umbra rimasti serpeggia già lo scoramento per l’importante perdita (comunque ci si attendeva un congresso a giorni, non così lontano, a mesi), ma un filo di disorientamento ci sarà di sicuro.
Il Caparvi se ne va infatti bombardando a tappeto la giunta regionale, come non era riuscito ancora a fare nessun capo dell’opposizione.
Prendete fiato e apprezzate la franchezza di colui che fino al 30 settembre è il titolare del partito che ha la stragrande maggioranza dell’Assemblea legislativa dell’Umbria e della giunta regionale.
Pronti, due punti e virgolette. “Leggo, ad esempio, di componenti autorevoli della Giunta regionale che ormai da tempo disquisiscono di come si dovrebbe gestire un partito. Farebbero molto meglio – prosegue il Caparvi -su ciò che gli compete. Dovessimo mai riuscire a dire agli umbri, dopo 4 anni, se e dove si costruirà un termovalorizzatore, quando si approverà il nuovo piano sanitario, quando vedremo iniziare il cantiere del nodino, se questi direttori in sanità abbiano o meno risposto agli intendimenti che gli sono stati dati… oppure se non tutti ne sono capaci. Chissà”.
Caparvi in un colpo solo fa strike sugli assessori della Lega (Melasecche e Coletto), sapendo bene che non può tenere per innocente la presidente leghista della Giunta, Tesei, per le scelte fondamentali della Regione. Mai opposizione fu più drastica.
E la verità è questa: Caparvi mette in fuorigioco, in un colpo solo, Bori, Paparelli ma soprattutto De Luca. L’Umbria da oggi ha finalmente un capo dell’opposizione grintoso e determinato, che non fa sconti.
Come dite? No, forse non così tanto.

Va bene, continuiamo a leggere il suo post.
Dice che lui «ha un giudizio positivo della Politica regionale». E se il giudizio ce l’aveva negativo che scriveva?
Finale: a chi cerca di ricostruire la piccola cronaca politica di questa regione sarà sufficiente concludere che, dopo la distruzione da parte del sindaco Lallo Latini della Lega a Terni, si è assistito a un passaggio a volo radente di Caparvi su quel resta.
Dopo operazioni di cotanta feroce determinazione, però ci sono dei vantaggi. Sulle macerie di solito si ricostruisce meglio.
Dicono che la missione impossibile tocchi a Riccardo Marchetti, simpatico ragazzo di Città di Castello, anche lui onorevole, che si è fatto apprezzare per aver rimesso insieme i pezzi impazziti del puzzle della Lega nelle Marche.
Qui però non basta perizia politica, servono miracoli. Occorre scegliere il santo cui votarsi. Ma che sia quello giusto, onorevole Marchetti.

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