m.brun.
TERNI – Chiamatemi Alcide.
Tenetevi forte. Lo sapete chi è il politico ammirato da Paolo Alli, presidente di Alternativa popolare, fondata da Stefano Bandecchi, attuale sindaco di Terni? Alcide De Gasperi.
Calmi, niente rumori di fondo. E’ così. In un pregevole articolo su uno dei canali web di Unicusano, il presidente Alli spiega la “straordinaria” attualità del pensiero dello statista trentino e ne mutua una riflessione per definire il Centro, tra Destra e Sinistra, concludendo: «La vera politica deve preoccuparsi (non di Destra e Sinistra, ndr) di andare avanti cercando più i punti di unione che quelli di divisione».
Va bene, cari lettori, basta animarsi così tanto. Magari la facies, il modo di proporsi, l’immagine, come si dice oggi, tra il leader di Alternativa popolare Bandecchi non è proprio sovrapponibile a quella di De Gasperi.
Sì, va bene, ammettiamo: ce lo vedete De Gasperi, che era pure trentino, presentarsi ai suoi elettori tra 29 porchette? Mah, sinceramente si fa fatica anche a immaginarlo di fianco a un vassoietto di krapfen.
Sì, va bene: ci vorrebbe un efferato revisionismo storico per riuscire solo a pensare per un momento a un De Gasperi che armeggia con la portiera della Rolls Royce di casa.
No, poi, certo: sputare a chicchessia, tifosi o altro? Nessuno riuscirebbe a metterlo in un contesto così umettato.
E poi par di vederlo: avesse posseduto il Trento calcio, con concessione dello stadio, e magari pure un’Università per telefono, prima di candidarsi avrebbe dato un’occhiata al Tuel. Ne siamo certi.
Ma basta parlare di forme. Via con la sostanza.
Alli è la mente politica di Ap, l’uomo delle strategie di Bandecchi, che era considerato vicino al moderatissimo Alfano, prima di passare al turbinoso parà di Livorno. E quindi bisogna prendere sul serio quella frase di De Gasperi, sopra riportata.
Perchèésicuramente ispirerà le prossime scelte del sindaco-presidente ternano. Le prossime, non quelle finora viste. Le quali onestamente sembrano essere – magari ci sbagliamo, ma per sembrare, sembrano – il contrario esatto del cercare “i punti di unione, non quelli di divisione”.
Il capolavoro però, ancora da sviscerare nel suo significato recondito, sta nel finale dell’articolo.
Dice l’indomito Alli: «Oggi in molti si affacciano a dichiararsi centristi, ma l’impressione è che questa sorta di equidistanza più che rappresentare un solido radicamento ideale, costituisca un tentativo strumentale di cogliere un po’ qua e un po’ là i numerosi consensi in libera uscita rispetto all’offerta politica dei partiti esistenti».
No, non può essere questa la dettagliata descrizione di quello che ha fatto Alternativa popolare a Terni nelle ultime elezioni, come sembra a tanti. Perché Alli non sarebbe d’accordo. Quindi che vorrà dire?


