Redazione Terni
TERNI – Per il centro di Terni non c’è pace. O forse ce n’è anche troppa. Via il mercato settimanale, via le panchine da Corso Tacito e un domani ciaone anche al Briccialdi. Nei piani dell’amministrazione comunale a guida Stefano Bandecchi c’è il trasferimento dell’istituto musicale. Fermo restando che dal primo gennaio 2023 il conservatorio è statalizzato, quindi competenze e costi sulle future sedi sono del ministero. Come previsto nel protocollo di intesa che regola il passaggio da Istituto musicale comunale a Conservatorio statale mette a disposizione il prestigioso Palazzo Mariani, con affreschi del Cinquecento. Ma c’è un ma. Già nella scorsa legislatura, con la statalizzazione fresca fresca, sono iniziati i movimenti per un trasferimento al Centro mulimediale, ex Bosco. Un trasloco che agita il Briccialdi al suo interno, con una parte dei vertici super favorevole e un’altra propensa a rimanere nel cuore della città. Come avviene per i maggiori conservatori italiani.
Nelle tensioni entra a piedi pari il sindaco che in uno dei suoi video che non conoscono mezzi termini dice che occorre dare un respiro internazionale al Briccialdi con uno spazio adeguato «perché il Briccialdi è una università. Quello che qualcuno chiama il conservatorio del piffero porterà ricchezza». Trasloco o meno il problema centrale dell’attuale sistemazione è la mancanza di un auditorium tutto a servizio della università della musica. Sempre nei precedenti rapporti tra Comune e Briccialdi era previsto l’utilizzo di Palazzo di Primavera che ha spazi di primo ordine compreso l’auditorium. Il Palazzo di Primavera è stato chiuso nel 2020 per lavori di adeguamento sul versante della normativa sulla sicurezza. Che non sono mai partiti. Un progetto che fa capo al Comune di Terni. Ecco, forse il primo passo potrebbe essere quello di capire perché finora il cantiere – già finanziato – non è partito.


