Luglio di fuoco: Ztl aperta e cantieri in arrivo

Cgil e Filcams si espongono sulla scelta di spegnere i varchi: «Il rilancio dei consumi non passa dalla possibilità di arrivare davanti ai negozi in auto»

TERNI – Un luglio di fuoco. Con i lavori di demolizione del Verdi che – a meno di un atto sospensivo da parte del Comune,  che al  momento manca –  partiranno entro due settimane facendo transitare per il  centro ruspe ed escavatori di giorno,  e la scelta di aprire la Ztl in via sperimentale  che autorizza  le autovetture ad attraversare il centro dalle 18 alle 5 del mattino.  In allerta

Cgil e Filcams. Per il sindacato la scelta di spegnere i varchi senza aver prima risolto alcune criticità è peggiorativa sia per i commercianti che per i residenti. «Il rilancio dei consumi non passa dalla possibilità di arrivare davanti ai negozi con l’automobile, una scorciatoia che non produce effetti sulla capacità di spesa dei cittadini – argomentano – ciò che di sicuro produrrà sarà una possibile congestione del traffico e un nuovo livello di inquinamento». «Il centro storico deve essere inquadrato come struttura insediativa urbana, che costituisce unità e identità culturale e deve passare attraverso la definizione di progetti per la riqualificazione ambientale ma anche di reale offerta tra diverse attività non solo commerciali».
Gli assessori di riferimento, alla mobilità e al commercio, hanno affermato la necessità che il centro cittadino possa diventare un punto di interesse riconosciuto, con eventi di varia natura in modo diffuso e continuativo. «Questa a nostro avviso è la strada da intraprendere per rivitalizzare la città – evidenziano – e non quella di apertura della zona a traffico limitato. Le due questioni sono in contraddizione tra loro». La Cgil ricorda inoltre «che nel recente passato in molte aree del Paese si è fatta la scelta di una completa chiusura dei centri storici al traffico urbano, mentre Terni ha adottato una politica che ha limitato una parte della città al traffico, consentendo ai cittadini l’accesso a gran parte delle vie urbane. Per queste ragioni si esprime contrarietà all’apertura della zona a traffico limitato, perché non è questa la ragione della crisi del commercio che ha implicazioni dirette con le condizioni materiali delle persone per l’assenza di lavoro, per le crisi aziendali e per chiusure di attività».

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