PERUGUA – «Ho fatto quello di Oriana Fallaci». «Io l’attesa». «Ah io Quasimodo tutta la vita». La consegna avviene in anticipo per una buona percentuale dei maturandi umbri. Escono quasi in contemporanea, chi intorno alle 13 e chi poco prima delle 14, quasi ci fossero due campanelle. Dalle 8,30 di mercoledì 21 giugno 7mila studenti hanno affrontato la prova di italiano. Domani toccherà al secondo esame scritto: latino per i licei classici e matematica per le altre scuole. I ragazzi quasi tutti in camicia bianca o t shirt blu, le ragazze senza trucco. Acqua e sapone, soprattutto senza mascherina. «L’emozione è stata tanta, ora che siamo usciti va decisamente meglio. Domani chissà». Le attese della vigilia sono state rispettate: Quasimodo, assente dal 2014, e Moravia, mai proposto ai maturandi. Nelle varie tracce ricorrono i temi della tecnologia, evocata nella poesia di Quasimodo, nel testo di Piero Angela, nell’articolo di Marco Belpoliti. Sette tracce, divise in tre diverse tipologie: analisi e interpretazione del testo, analisi e produzione di uno scritto argomentativo, tema di attualità. Il 2023 è il secondo anno senza limitazioni imposte dal Covid. Il primo senza distanziamenti tra i banchi. Molti studenti, pur avendo sei ore di tempo a disposizione, alle 13 consegnano il tema: dopo tre ore si più uscire, ma in genere sono solo i più coraggiosi a farlo. Molti preferiscono rileggere più volte il proprio elaborato. Fuori dalle scuole nonni e amici. «C’è una grande partecipazione della famiglie – spiega Cinzia Fabrizi, già assessore a istruzione e università del Comune di Terni e preside dell’Istituto Allievi Sangallo – d’altro canto l’esame di maturità rappresenta una tappa importantissima nell’esperienza formativa dei nostri giovani. Il primo momento che apre le porte verso i corsi universitari e di alta formazione. Un passaggio importante quindi, anche perché dopo la maturità arriva la scelta del proprio futuro professionale».
«L’augurio che faccio a tutti i maturandi – afferma l’assessore regionale Paola Agabiti – è di vivere le prove che li attendono con la giusta serietà, ma anche con la gioia e l’emozione di aprirsi a nuove esperienze, con la consapevolezza che la formazione, lo studio e la conoscenza in generale, rappresentano i pilastri per diventare bravi professionisti». L’assessore ha voluto porgere un augurio speciale alla signora Imelda Starnini, nata nel 1933 e che ha compiuto 90 anni lo scorso 3 febbraio, che è tra coloro che sono impegnati nella prova d’italiano all’istituto paritario San Francesco di Sales di Città di Castello, una volta conosciuto come la scuola magistrale e da qualche anno sede anche del liceo ad indirizzo socio-psico-pedagogico: «Un esempio per tutti – ha detto l’assessore – che ci dimostra come ai nostri sogni non si debba mai rinunciare e che non esiste un solo momento nella vita per realizzarli».
Nel capoluogo di provincia, i maturandi dell’Istituto Casagrande Cesi sono i più numerosi. Tra l’indirizzo professionale e tecnico, sosterranno la maturità in 215 ragazzi e 72 studenti lavoratori del serale. Secondo per numero è il liceo scientifico Donatelli: 215 totali. Terzo lo scientifico Galilei (183) e quarto l’Istituto Tecnico e Tecnologico dell’Allievi Sangallo, ex Itis, (177). L’ex assessore alla scuola Cinzia Fabrizi, dirigente dell’Allievi Sangallo, sottolinea l’importanza del ritorno alla normalità per insegnanti e studenti: «Il colloquio, così come le prove scritte, costituisce il primo scoglio che la vita mette di fronte a questa straordinaria generazione di ragazzi che ha dovuto affrontare anche un lungo periodo di Dad».








