Melasecche, le critiche alla Regione, la crisi della Lega e le «piccinerie»

L’assessore regionale risponde ai rilievi e spiega: «In autunno tireremo le somme, ma ecco tutto quello che abbiamo fatto». E su Perugia e Terni…

PERUGIA – L’assessore regionale Enrico Melasecche a ruota libera, dalle critiche contro la giunta Tesei alla crisi della Lega, dai lavori fatti agli «sgambetti» subiti.

Cosa risponde alle critiche all’azione della Giunta come causa della caduta del cdx a Terni e l’annientamento della Lega?
«Se cinque anni fa ero candidato nel Comune di Terni ed ho avuto il miglior risultato in città fra tutti i candidati consiglieri dell’attuale cdx, se abbiamo avuto per cinque anni un sindaco della Lega e 13 consiglieri ed oggi il risultato vede la Lega azzerata le cose sono due, o incolpiamo i cittadini oppure invece di continuare ad ogni elezione a sostenere che abbiamo vinto forse la decenza consiglierebbe un minimo di umiltà nel cercare di capire le ragioni di questo risultato assurdo».

Lei ritiene di aver fatto del proprio meglio in questi cinque anni?
«Da assessore a Terni ho condotto a soluzione, nonostante ostacoli spesso antipatici, frutto di mancanza di managerialità e di esperienza amministrativa, tutti i problemi più importanti che avevamo ereditato insieme al dissesto. Parlo dell’operazione in project del PalaTerni, quella del Teatro Verdi che sto continuando a difendere per ragioni valoriali ma anche tecnico amministrative e finanziarie, la riqualificazione totale di Piazza del Mercato, Largo Cairoli, Parco di Cardeto, la Bretella Est, il ponte sul Rato della bretella Gabelletta-Maratta.
Nei tre anni in Regione ho continuato con un impegno fortissimo ed una visione strategica che mi ha sempre animato ed ho cercato di fare squadra nella giunta Tesei nonostante circostanze difficilissime come quelle del covid, dell’aumento dei prezzi che interessano direttamente i settori produttivi delle Infrastrutture, delle OOPP e della costruzioni che interessano direttamente il mio assessorato. Ho normalmente sostenuto con forza anche gli interessi di Terni, abbandonata dalla sinistra, con opere colossali quali la riapertura della Fcu, il raddoppio della Orte Falconara, il rilancio della Piastra logistica, la Variante Sud Ovest…
Che debba ricordare io le cose che stiamo facendo mi sembra ridicolo anche se la logica distruttiva che ha permeato una certa politica ha cercato sempre dietro le spalle di denigrare, denigrare, denigrare. Poveri di spirito ed incapaci a tutto, mai affrontando a viso aperto le decisioni epocali che abbiamo preso e che cambieranno l’Umbria in meglio».

A livello politico?
«Ho dato addirittura le dimissioni da consigliere regionale per assecondare una logica di crescita ed irrobustimento della Lega ma ho continuato a ricevere sgambetti, piccinerie, accoltellamenti che dovrebbero far arrossire chi li ha gestiti, una narrazione così stupida contro di me quando l’intera pubblica opinione regionale, da destra a sinistra, vede quotidianamente concretizzarsi quel Buon Governo che ha da sempre animato i migliori governi liberali di qualsiasi epoca. Ricordo che mi fa ancora, non inorridire ma semplicemente sbellicare dalle risa, una frase che imponeva una logica da “partito leninista” nella Lega che ha sempre parlato di merito, di rispetto dei territori e dei loro interessi».
Come vede la situazione attuale?
«Credo che dopo Spoleto, Città di Castello, Assisi, dopo la Provincia di Perugia, Narni, dopo quello che è accaduto a Todi, oggi a Terni, occorra dire basta. Sono convinto che ci siano tutte le condizioni per il rilancio forte del cdx, basando la strategia nell’unico metodo che conosco, quello della serietà degli impegni, del dialogo con i cittadini tutti non solo con risicatissimi gruppetti amicali dal peso politico insignificante, soprattuto dei risultati, piaccia o meno ai miei simpaticissimi denigratori. Sono sempre stato campione di risultati. L’”Umbria del fare” e “Idee in movimento” sono gli slogan che uso più di frequente e che rappresentano la linea manageriale che ho sempre perseguito da quando ero funzionario direttivo in Banca d’Italia, dopo una laurea in economia presa all’Università degli Studi di Perugia con lode, una esperienza alla Perugina al Servizio Personale, un’altra a Bologna al Monte del Paschi fino alla vittoria di una borsa di studio nell’allora Istituto di emissione guidato da Guido Carli in cui ho lavorato a Perugia, a Matera e poi a Terni dove l’esperienza con Ciaurro mi ha convinto della necessità che i cittadini debbano non solo andare a votare ma debbano interessarsi di Politica e dimostrare con la coerenza dei comportamenti di cosa sono capaci».

Della Giunta Tesei?
«Si sta lavorando bene, una piccola squadra coesa, problemi non mancano ma li stiamo superando l’uno dopo l’altro. Sorrido quando a Perugia mi dice qualche amico che tutelo troppo Terni, mentre a Terni chi non sa dire cosa afferma il contrario. Chiacchiere da bar che lasciano il tempo che trovano. Rispondo sempre che il senso di responsabilità che mi ha sempre animato ed i valori di forte impegno a tutela della cosa pubblica mi obbligano a lavorare il doppio per ogni territorio in modo che solo degli sciocchi possano accusarmi “di aver fatto nulla”, così mi è stato riferito che un parlamentare pochi giorni fa avrebbe sintetizzato il mio operato di questi tre anni e mezzo. Non commento neanche. In autunno, a quattro anni dall’insediamento della giunta Tesei tireremo le prime somme e credo che nonostante il mio settore presuppone, per chi capisce qualcosa di Infrastrutture e Trasporti, di OOPP, ma anche di Rischio idrogeologico e sismico, di protezione Civile di urbanistica, ecc, ecc tempi medio lunghi credo che ben pochi possano vantare tanti e tali risultati che peraltro Donatella Tesei rinvendica giustamente con orgoglio.
Sono molto sereno. Non sono mai vissuto di politica ma solo del mio lavoro. La mia famiglia rivendica a gran voce una maggiore mia presenza con i cinque nipotini per cui se ci saranno condizioni di rispetto, che sono fin qui mancate troppo spesso, di coesione, di interesse reale verso quest’Umbria di cui sono innamorato, credo possa continuare a dare man forte con la determinazione che mi contraddistingue (il noto carattere costituisce, lo ribadisco, la definizione di coloro che non lo hanno e me lo invidiano!) altrimenti, se dovesse continuare a prevalere una certa piccineria ed un provincialismo fine a se stesso non escludo di dover lasciare con leggerezza la mia sedia pesantissima nella certezza che se mi fosse dato un minimo di ascolto oggi la situazione a Terni ma anche in molti altri comuni sarebbe molto ma molto diversa».

Si conoscono durante la malattia e scrivono un libro insieme, l’amicizia speciale di Angela e Kristiana

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