Ospedale di Assisi, è allarme per il pronto soccorso: «Continua a impoverirsi»

La denuncia dell’assessore comunale alla sanità, Massimo Paggi

ASSISI (Perugia) – «Non è questo il potenziamento dell’ospedale che ci si aspettava»: non usa mezzi termini Massimo Paggi, assessore alla sanità del Comune di Assisi, per denunciare le condizioni nelle quali versa il pronto soccorso del nosocomio della città serafica.

Continua Paggi: «Il livello di civiltà di un popolo ha indicatori ben precisi e individuabili e tra questi primaria è la risposta sanitaria alle esigenze delle persone. Ora – prosegue l’assessore – è acclarato che Assisi è patrimonio internazionale e per questo giungono persone da tutte le parti del mondo e a queste persone oltre che tesori artistici e spirituali è doveroso offrire una adeguata risposta sanitaria».

Per l’assessore comunale alla sanità della giunta Proietti «il pronto soccorso è un biglietto da visita fondamentale per l’immagine non solo della città ma per la regione tutta. Attualmente però la struttura può offrire, e non è poca cosa, soltanto una grande professionalità da parte di tutto il personale sanitario: medici, infermieri, operatori socio-sanitari, autisti, soccorritori,  a cui va tutto il nostro plauso e ringraziamento».

Paggi si chiede per quanto tempo ancora «si potrà costringere un personale ridotto ai minimi termini a turni pesantissimi e logoranti? Un pronto soccorso che si rispetti non può offrire una assistenza adeguata a “ore”. Ci si riferisce all’interruzione di fondamentali presidi come Tac ed ecografie non effettuabili dopo le 20 da parte del servizio di diagnostica per immagini. E ciò in aggiunta alla drastica riduzione del Servizio di endoscopia digestiva che dalle mitiche cinque sedute di anni fa si è andato riducendo prima a tre, poi a due e ora a una sola seduta».

Secondo l’assessore non è stata risolta «la cronica mancanza di cardiologi e di anestesisti che da tempo affligge e penalizza la struttura ospedaliera intera con pesanti ripercussioni sulla qualità e la adeguatezza del pronto soccorso. La risposta a queste richieste è stata ed è solo una : “Non si trovano professionisti, non ci sono professionisti, non vogliono venire ad Assisi”».

I cittadini, ha concluso Paggi, vogliono risposte «da chi è preposto a darle e da chi è stato eletto per dare soluzioni ai problemi e alle esigenze di una comunità».

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