PERUGIA – Puntare tutto sul welfare studentesco ingrandendo le competenze di Adisu. E’ la proposta presentata dal segretario regionale del Partito Democratico Tommaso Bori insieme al segretario regionale dei Giovani democratici, Michelangelo Grilli. Bori e Grilli, nel corso di una conferenza stampa, hanno presentato una mozione che andrà in aula martedì prossimo, incentrata su un nuovo “welfare studentesco”, con cui si chiede l’impegno di ampliare le finalità e le competenze di Adisu, nonché la dotazione finanziaria dell’ente, al fine «di integrare nella concezione di diritto allo studio anche quei servizi essenziali e funzionali alla sua effettiva realizzazione, quali la mobilità, le politiche abitative, la salute fisica e mentale».
Per il segretario regionale del Pd, è necessario costruire attorno al nucleo di strumenti e servizi strettamente funzionali alla fruizione del diritto allo studio, un sistema di welfare studentesco che, in sinergia agli altri enti pubblici e alle componenti attive della società civile «metta in campo interventi, agevolazioni, servizi aggiuntivi e politiche atte a migliorare e perfezionare l’esperienza accademica e di vita degli studenti e delle studentesse che hanno scelto l’Umbria quale sede per la loro formazione. Penso all’accesso ai beni e ai servizi di prima necessità, alle politiche abitative, all’orientamento e all’inserimento nel mondo del lavoro. Lo stesso vale per l’accesso alla cultura, al sostegno e promozione di attività culturali, sociali e aggregative, alla partecipazione e impegno civico, promuovendo la consapevolezza, la prevenzione e la salute riproduttiva, il benessere e lo sport. Servono atti concreti come quello di stabilizzare, in accordo con il sistema universitario, la misura di ‘No Tax Area’ a 30mila euro di Isee, rendendo strutturali i fondi necessari e lo stanziamento di fondi per la copertura totale delle borse di studio erogate da Adisu, nonché tutte le altre erogazioni e misure previste».
Secondo Bori è fondamentale anche il tema della mobilità per gli studenti: «Per questo chiediamo di confermare e rendere strutturale – ha aggiunto – in accordo con gli altri enti coinvolti, l’abbonamento unico annuale a 60 euro per gli studenti universitari, ampliandone la platea anche alle popolazioni studentesche dell’Accademia delle Belle Arti ‘Pietro Vannucci’, il Conservatorio di musica ‘Francesco Morlacchi’ e la Scuola di Mediazione linguistica, nonché agli specializzandi e ai dottorandi dell’Università degli studi di Perugia e dell’Università per stranieri di Perugia, che risultano attualmente esclusi».
Nel corso della conferenza il segretario dem ha rimarcato l’importanza di istituire, con un accordo tra comuni e Adisu e gli altri enti interessati, un «servizio di mobilità notturna nelle città di Perugia e Terni, rivolto soprattutto alle esigenze della popolazione studentesca universitaria al fine di prevenire anche il rischio di incidenti sulle strade. Serve dunque una vera e propria riforma dell’offerta di mobilità nel territorio regionale sulla base delle esigenze della popolazione studentesca, al fine di rendere agevoli ed efficienti i collegamenti dentro la città capoluogo e tra di essa e le altre città che ospitano poli universitari distaccati».
L’Umbria, come ha avuto modo di sottolineare Bori, dovrebbe avere l’ambizione di promuovere un vero e proprio sistema di welfare studentesco, attraverso la previsione di interventi, agevolazioni, servizi aggiuntivi e altre politiche atte a migliorare e perfezionare l’esperienza formativa e di vita degli studenti e delle studentesse in Umbria. In particolare, ha aggiunto il segretario dem, occorrerebbe mettere in campo «interventi di contenimento del costo della vita, attraverso agevolazioni e altre misure per il reperimento dei beni e servizi di prima necessità, in particolare in ambito alimentare, dell’igiene personale, abitativo, medico e farmacologico. Politiche e strumenti – da organizzare in sinergia con gli istituti universitari, Arpal, gli enti locali, il mondo sindacale e delle imprese – di orientamento e inserimento nel mondo del lavoro, nonché di formazione e sensibilizzazione sul funzionamento del mercato del lavoro e sui diritti dei lavoratori. Tutti progetti e interventi che, se rivolti anche alla promozione della partecipazione e dell’impegno civico e alla crescita culturale e sociale, potrebbero portare l’Umbria a diventare una realtà all’avanguardia nel campo del diritto allo studio, con un ricadute importanti su tutta la regione».


