UMBERTIDE (Perugia) – Un appello a far restare ancora per un po’ di tempo gli sfollati all’interno della palestra della scuola elementare di Pierantonio. E’ quanto chiede la Cgil, che nel pomeriggio del 26 giugno ha convocato una assemblea all’esterno del centro di accoglienza che ancora ospita 14 persone dopo il sisma del 9 marzo scorso.
«Nessuno deve essere lasciato senza un tetto sopra la testa – ha detto il segretario generale della Cgil di Perugia, Simone Pampanelli – per questo il termine perentorio di venerdì 30 giugno per lasciare la palestra di Pierantonio, che ancora accoglie diverse famiglie terremotate, deve essere spostato». Oltre a Pampanelli erano presenti per il sindacato il responsabile di zona Fabrizio Fratini e il segretario generale della Filctem Cgil di Perugia, Euro Angeli.
All’assemblea hanno partecipato diverse decine di cittadine e cittadini, molti dei quali tutt’ora ospiti della palestra, in condizioni – come riferisce il sindacato ascoltando dalle testimonianze dirette – rese sempre «più insopportabili dal caldo e dalla condizione estremamente precaria in cui sono costretti gli sfollati».
A prendere parte all’incontro è stato il vicesindaco Annalisa Mierla, che ha comunicato ai presenti l’avvio dell’erogazione del Cas (Contributo autonoma sistemazione) a partire proprio da venerdì 30 giugno e ha ribadito la necessità di non utilizzare la palestra come centro di accoglienza, considerato l’avvio del sostegno a chi ha la propria casa inagibile.
Ha aggiunto Pampanelli: «Il problema, come è stato ieri ribadito dalle persone sfollate anche alla vicesindaca, è che queste non sanno dove andare perché il mercato degli affitti privati li respinge, in certi casi anche con intollerabili fenomeni di razzismo (una persona ha raccontato di non aver avuto la casa in quanto “marocchino”), in altri per richieste economiche esorbitanti (depositi cauzionali e anticipi di mensilità da migliaia di euro), con il paradosso che essendo stati ospitati, in condizioni non certo agiate, per ben tre mesi nella palestra trasformata in centro di accoglienza, essi non hanno nemmeno diritto agli arretrati del Cas, come tutti gli altri terremotati».
Il risultato, secondo il segretario, è che le persone più in difficoltà «rischiano di essere letteralmente messe sulla strada e questo è inaccettabile. Come Cgil abbiamo già informato il prefetto e chiesto un incontro urgente all’amministrazione comunale, che non può disinteressarsi di queste situazioni. È al contrario il momento di fare comunità e costruire, tutti insieme, soluzioni che non lascino indietro nessuno».
Come Cgil, ha rimarcato Pampanelli, siamo pronti «a fare la nostra parte, insieme alle altre organizzazioni sindacali, come abbiamo fatto dal primo giorno dopo il sisma, lanciando una raccolta fondi tra i lavoratori della provincia. Ma è chiaro che al di là della solidarietà c’è una responsabilità precisa della politica e delle istituzioni che non possono mettere la testa sotto la sabbia».


