Una delle ciclovie più belle d’Italia si trova in Umbria ma è ostaggio di erbacce e incuria

Si tratta della Assisi-Spoleto ma presto la musica potrebbe cambiare

R.P.

PERUGIA – Lo stato in cui versa la ciclovia Assisi-Spoleto è stato uno degli argomenti dell’ultima seduta del Consiglio regionale. A chiedere lumi all’assessore Melasecche sulle condizioni della pista è stata la consigliera regionale del Partito democratico, Simona Meloni attraverso una interrogazione che è stata illustrata in aula dal collega di partito Tommaso Bori.

Illustrando l’atto, Bori ha spiegato che «la ciclovia Assisi- Spoleto, lunga quasi 50 km, passa attraverso i territori di Bevagna, Cannara, San Giacomo di Spoleto, Campello sul Clitunno, Trevi, Montefalco ed Assisi. Essa è stata premiata come migliore via green d’Italia ed è entrata a far parte della classifica delle 5 piste ciclabili più belle d’Italia. L’intero percorso è ormai oggetto di intensa promozione turistica da parte della Regione Umbria e di alcuni dei Comuni interessati, trattandosi, senza dubbio, di un tratto distintivo e qualificante dell’offerta turistica dei nostri territori e opera caratterizzante quel turismo verde e sostenibile per lo sviluppo del quale sono state investite ingenti risorse».

Nonostante ciò, ha aggiunto Bori, la pista ciclabile Assisi-Spoleto «si trova da tempo in uno stato di abbandono e di degrado ed è sempre più mascherata dalle sterpaglie e dall’alta vegetazione. Questo ha sollevato più volte negli ultimi anni, le polemiche dei cicloamatori e degli stessi cittadini dei territori limitrofi che contestano l’abbandono della struttura perché, proprio a causa della mancata manutenzione della pista che ha favorito la crescita delle sterpaglie e della folta vegetazione, l’intero tracciato è quasi stato cancellato per intero».

L’assessore Enrico Melasecche ha ricordato che «la lunghezza della tratta è di 15 chilometri, in cui il primo tratto di 4,8 km è stato realizzato con fondi del consorzio Prust (Enti locali Valle umbra e Valnerina) mentre i restanti tratti di circa 25 km si sviluppano su strade comunali. A questo si aggiunge un ulteriore tratto di 2,2 km costituito dalla pista ciclabile a Rivotorto-Santa Maria degli Angeli che collega il Santuario con la stazione ferroviaria, finanziato con parte delle economie della ciclovia Assisi-Spoleto. Quest’ultimo tratto è ancora in fase di realizzazione a causa del notevole ritardo causato dalla cattiva esecuzione delle opere e l’impresa esecutrice sta provvedendo a proprie spese al ripristino. Una volta collaudato verrà preso in carico dal Comune di Assisi».

Melasecche ha quindi ricordato la manutenzione ordinaria della ciclovia è stata compito dal Consorzio della bonificazione umbra che ha provveduto allo sfalcio: «In quest’anno la sospensione dello sfalcio da parte del Consorzio ha determinato la crescita dell’erba che ha reso impraticabile alcuni tratti della ciclovia. Pertanto non è più procrastinabile l’attivazione di un programma di manutenzione ordinaria per mantenere efficiente la sede viaria e la relativa segnaletica».

Una volta che è venuta meno la disponibilità del consorzio, la Regione – ha specificato l’assessore – si è fatta carico dello «sfalcio stagionale su alcuni tratti della pista. Sono intervenuto personalmente per convincere l’Afor a gestire sette km ed il Comune di Spoleto per la disponibilità allo sfalcio nei tratti insistenti nel proprio comune. Rimane tuttavia la necessità di disporre di risorse adeguatamente appostate annualmente per garantire un piano di manutenzione pluriennale».

Come ha avuto modo di ribadire Melasecche «è stata fatta quindi una richiesta di finanziamento nell’ambito dell’attuale assestamento di bilancio. Al momento sono in corso attività tecnico-amministrative finalizzate ad interventi di miglioramento dell’infrastruttura per i quali disponiamo di circa 800mila euro, provenienti da economie».

L’assessore ha quindi elencato le opere in programma come «la passerella ciclabile Marroggia-San Giacomo di Spoleto; l’abbattimento delle barriere architettoniche alla confluenza del torrente Attone con il fiume Topino a Cannara; il miglioramento della viabilità secondaria interessata dal tracciato e l’adeguamento del ponte sul fiume Clitunno a Bevagna, oltre ad interventi di manutenzione straordinaria su alcuni tratti particolarmente danneggiati tra Trevi e Foligno. In aggiunta al miglioramento della sicurezza delle intersezioni stradali, la realizzazione di una rete di collegamento con i centri urbani da realizzare con l’apposizione della segnaletica di orientamento sulla viabilità locale a bassa intensità di traffico al fine di raggiungere in sicurezza i principali centri urbani della valle».

Fino al primo giugno, ha concluso Melasecche, abbiamo ereditato «una situazione di confusione totale, per cui non c’era un’organizzazione specifica ed un responsabile. Attualmente mi sto facendo carico del problema che intendo affrontare in maniera seria, cercando la disponibilità di fondi dal bilancio e soprattutto definire accordi con i Comuni. Si tratta di un’opera importantissima che non può essere lasciata in queste condizioni».

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