rifugiati_foto dalla pagina Facebook Arnaldo Caprai Viticoltore in Montefalco
foto dalla pagina Facebook Arnaldo Caprai Viticoltore in Montefalco

“Welcome. Working for refugee integration”: la cantina Caprai di Montefalco premiata per l’inclusività

Unica in Italia a ottenere il prestigioso riconoscimento per il supporto a chi è stato costretto a fuggire da guerre, violenze e persecuzioni

R.P.

MONTEFALCO (Perugia) – Azienda agricola Arnaldo Caprai di Montefalco in primo piano nel sociale: la realtà umbra infatti è l’unica in Italia a essere insignita dall’Unhcr per l’Italia – agenzia ONU per i rifugiati del prestigioso riconoscimento “Welcome. Working for refugee integration” che certifica il contributo delle aziende e degli enti vincitori a una società più inclusiva nei confronti di chi è stato costretto a fuggire da guerre, violenze e persecuzioni.

«Aver dato la possibilità dal 2016 ad oltre 200 persone richiedenti asilo, e solo nell’ultimo triennio a circa 50 persone provenienti dal nord Africa, di trovare un impiego in cantina e di lavorare in vigneto durante diversi periodi dell’anno è un risultato davvero importante, con il mondo agricolo che così, grazie ad imprenditori sensibili come Marco Caprai, si dimostra attento a tematiche sociali. Ancora però vanno superate le tante difficoltà burocratiche che mettono ostacoli a questo tipo di ingressi nel mondo del lavoro», queste le parole del presidente Confagricoltura Umbria Fabio Rossi nel complimentarsi.

Dal 2016, infatti, la Arnaldo Caprai ha iniziato un percorso di collaborazione con la Caritas di Foligno e altre associazioni locali impegnate nel sociale per l’inserimento di immigrati nel mondo del lavoro. Una collaborazione che ha dato risultati molto promettenti visto che oltre il 60% degli immigrati entrati in azienda ha riconfermato la presenza negli anni successivi stabilizzando la propria posizione lavorativa.
Confagricoltura applaude quindi ad una attività come quella di Caprai che ben esprime la visione di sostenibilità, non solo ambientale ed economica, ma anche sociale e la necessità di manodopera che incontra la volontà di affidarsi a pratiche contrattuali moralmente ed eticamente giuste, grazie anche alla consulenza degli esperti di Confagricoltura.
La forza della Compagnia risiede proprio nel gruppo. In ogni lavoro c’è una sinergia totale, di ogni persona che gravita attorno a questo cerchio (aperto) di artisti. Una compagnia che si potrebbe anche definire una Factory artistica.

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