«Addavenì Bandecchi» ed è venuto, ma di grande ha solo la fretta. Però la sua forza sono gli avversari Tafazzi

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Il sindaco-presidente sbarca nel capoluogo con un microsondaggio e un ex calciatore candidato a sindaco come Baiocco (bei tempi quando c’era Sollier). Ma può contare sulle divisioni, le manine e le manone, dentro partiti e coalizioni, ai quali la lezione di Terni non ha insegnato alcunché

di MARCO BRUNACCI

PERUGIA – «Addavenì Bandecchi». E alla fine è venuto. Ma lo sbarco a Perugia del sindaco-presidente-segretario nazionale ternano è stato il contrario di un “Desert Storm” alla Schwarzkopf. Tranne su un punto: la fretta di raggiungere il risultato.

Segno che nei quartieri generali del Comandante hanno necessità di non perdere tempo.
Si avvicinano importanti scadenze, come quella sulle decisioni per l’incompatibilità a Terni, che probabilmente inducono a tenere questo passo di carica.
Bandecchi, in questa prima fase, di sicuro non sembra avere un passato da para’, ma piuttosto da bersagliere.
Sarà per la fretta che il rilevamento-sondaggio, con il quale si accredita di percentuali di gradimento perugino oltre il 10%, mostra dei limiti tecnici (lo ha detto un esperto come Marco Regni su Umbria7), ma dei limiti mostra anche la scelta del candidato sindaco, Davide Baiocco.
Non l’imprenditore o il professionista che ci si poteva attendere ma un ex calciatore.
Centrocampista, protagonista per qualche stagione a Perugia, ma niente dell’epopea dell’Oriali di Ligabue in versione Grifo.
Ma soprattutto schiacciato da un raffronto: ve lo ricordate che da questi parti tirava calci al pallone e ai tutti gli stereotipi del mondo del calcio uno tosto come Paolo Sollier?
Il “Manifesto” sotto braccio, la barba ribellista, una sfida alla serie A per il suo modo di stare in campo e fuori.
E non c’era bisogno che parlasse: entrava in campo con un look e uno stile da operaio del pallone. Una sfida quotidiana.

Povero Baiocco, come candidato della politica parte davvero indietro.
L’onda popolare bandecchiana avrà i suoi problemi a travolgere i perugini. E però non è detto.
In questo gioco contano i voti espressi e quelli di chi non li esprime.
Con pochi consensi si possono fare molti danni.
Poi c’è l’aiuto che già arriva (ma arriverà ancora di più) dall’establishment politico perugino.
Tra non motivati personalismi, demenziale spirito di corrente, liti e divisioni di ogni genere, manine e manone all’interno dei partiti, piccoli appetiti, modestia di personale politico.
La lezione di Terni, ai partiti ufficiali, non ha insegnato alcunché.
Così anche un piccolo baiocco, continuando su questa strada, può diventare dollaro.

La foto di Paolo Sollier è di Contropiano.org

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