R.P.
UMBERTIDE (Perugia) – Verità per Alex. E’ ancora avvolta nel mistero la morte di Alexandre Mennesson, il 33enne con doppio passaporto italo-francese residente a Umbertide, deceduto all’ospedale di Medellin forse a causa di un violento pestaggio lungo le vie della città della Colombia dove si era trasferito da poco più di un mese.
Le autorità colombiane vogliono vederci chiaro su quanto accaduto. Nei prossimi giorni potrebbe essere svolta l’autopsia sul corpo del giovane. Le diplomazie italiana e francese dovrebbero inviare a breve le impronte digitali del giovane agli inquirenti sudamericani per effettuare un riconoscimento completo della sua identità.
Si sta già pensando anche a al futuro rimpatrio della salma di Mennesson. L’ipotesi – appena sarà effettuata l’autopsia e una volta espletate tutte le formalità di rito – è che il corpo del giovane uomo venga trasferito a Umbertide dove dovrebbe essere tumulato nel cimitero locale. I familiari e un gruppo di amici stretti di Alexandre stanno già predisponendo tutto il necessario.
Ancora è fortissimo il dolore a Umbertide, città dell’Altotevere dove ha vissuto e lavorato dal 2020 fino a giugno di quest’anno e di cui è originaria la madre Irene, da giovane trasferitasi a Cannes dove attualmente vive con il marito Pascal e l’altro figlio Thomas.
Diego Zucchini, proprietario Bar Caffè Centrale di piazza Matteotti: «Veniva spesso qui al nostro bar. Era molto piacevole parlare con lui. Era un ragazzo alla mano e sempre cordiale con tutti. Era da qualche tempo che non si vedeva molto in giro qui in piazza, anche perché si era trasferito in un’altra zona di Umbertide. Mi dispiace profondamente, perché era veramente un ragazzo buono».
Lucia Cautiero ha avuto dimostrazione diretta della gentilezza di Alexandre: «Era un ragazzo buono e gentile. Lo conoscevo bene perché era uno dei più cari amici di mio figlio. Ho un ricordo bellissimo di lui perché era puro. Quando a marzo abbiamo perso la nostra casa a causa del terremoto nessuno ci ha aiutati. Solo lui ci ha teso la mano e ci ha ospitati nell’appartamento in via Di Vittorio che era della nonna materna. Siamo stati in casa sua per circa un mese e non ha voluto niente. Mi mancano le parole per parlare di questa tragedia. E’ un dolore molto grande».
Il ricordo di Alexandre è vivo in molti commercianti della piazza principale della città e dei vicini nella casa di via Cibo dove viveva in affitto fino a febbraio di quest’anno. Durante i mesi della sua vita a Umbertide in tanti hanno scambiato con lui qualche parola sulla Francia, sul lavoro, su Umbertide e sulla sua famiglia di origine. Tanti sono gli attestati di cordoglio verso la mamma Irene e gli altri familiari. Pensieri, dolore e lacrime per un ragazzo dal cuore immenso.


