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Allarme rosso per la produzione di vino in Umbria: «La situazione è preoccupante»

L’appello di Federagripesca dell’Umbria: «Subito le segnalazioni dei danni ai viticoltori»

R.P.

PERUGIA – Sos vendemmia. La stagione vitivinicola 2023 si prospetta piuttosto complicata per effetto di un andamento meteorologico e a causa delle copiose e diffuse piogge tra maggio e giugno che hanno vanificato gli ordinari e straordinari trattamenti in vigna favorendo l’insorgere diffuso del fenomeno della peronospora in tutta la regione con effetti molto preoccupanti. A lanciare l’allarme è Federagripesca dell’Umbria.  

«In Confcooperative – dice il presidente regionale di Federagripesca Massimo Sepiacci – abbiamo un osservatorio privilegiato sul fenomeno associando tutte le cantine cooperative con sede legale e produttiva in Umbria che raccolgono circa il 40% dell’intera produzione regionale con circa 2500 soci viticoltori, e la situazione che ci viene rappresentata dai presidenti dei diversi enti è piuttosto preoccupante».

Continua Sepiacci: «Sono stati attaccati in maniera diffusa tutti i vitigni identitari della Regione e per i vini biologici che non subiscono trattamenti il danno è sicuramente più importante. Purtroppo i numerosi trattamenti effettuati in vigna sono stato vanificati dalle piogge e pertanto oltre al danno dell’aumento dei costi per i viticoltori è sopraggiunta la beffa del non vedere raggiunte le finalità degli interventi. Apprezziamo molto la pronta attivazione del tavolo di crisi da parte dell’assessore regionale Roberto Morroni che ha raccolto le istanze delle associazioni agricole e presto rappresenterà lo stato dell’arte nel tavolo ministeriale».

Concetti che vengono condivisi anche dal direttore regionale di Federagripesca, Lorenzo Mariani: «Siamo consapevoli del fatto che una situazione straordinaria vada affrontata sicuramente con risorse straordinarie d’indennizzo ma anche mettendo in campo azioni di respiro nazionale che vadano incontro alle difficolta oggettive delle imprese agricole».

Vengono lanciate da Mariani alcune ricette per uscire dall’impasse. Servono quindi «azioni che agiscano sulla leva fiscale, sui mutui piuttosto che sugli ammortamenti. Sicuramente va attivata subito la procedura dello stato di calamità al fine di intercettare le risorse del Fondo nazionale per le calamità ai sensi della Legge 102/2004 e per tale motivo urge assolutamente che tutti i viticoltori che hanno subito danni effettuino la denuncia on-line attraverso la procedura prevista nel sito della Regione. Parimenti va attivato un tavolo regionale e/o nazionale con il sistema bancario per dare respiro nei prossimi 12/18 mesi alle imprese già oberate dall’escalation dei tassi d’interesse. Su queste ad altre misure di carattere nazionale chiediamo l’impegno deciso anche dei nostri parlamentari».

Sepiacci e Mariani parlano di una situazione delicata «per le imprese agricole e agroalimentari regionali. Molte aziende hanno messo a terra o stanno mettendo a terra investimenti importanti e le scadenze di rendicontazione imposte dalla programmazione europea settennale e dal rischio del disimpegno di risorse in una fase transitoria come quella che stiamo vivendo di chiusura del PSR 2014-2020 e avvio della nuova programmazione 2021-2027, ci destano preoccupazione. Avevamo condiviso ad inizio anno nel “Tavolo Verde” marce serrate ed una stretta su varianti e proroghe ma la gravità di questa situazione che parte dal vino ma tocca l’olivicoltura, la zootecnia e la cerealicoltura richiedono una attenzione dell’Assessore Morroni che siamo certi non mancherà».

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