di Marco Brunacci
TERNI – Andiamo al sodo: Giovanni Arvedi in persona scrive ai dipendenti dell’Ast di Terni certo non per augurare buona vacanze.
Sente che è giunto il momento dell’Accordo di programma da un miliardo di euro – trombonate del sindaco-presidente-segretario nazionale Bandecchi a parte – e chiama a raccolta i tremila e passa dipendenti.
Per dire cosa?
- Entro il 30 luglio i ministri dovranno esprimersi ed è quindi ragionevole pensare che già da settembre si potrebbe partire. A fare cosa? Le Acciaierie del futuro. Bonifica ambientale, investimenti per la produzione green, un rilancio del Magnetico con ricadute importanti sull’occupazione (che fin da ora è in crescita).
- Tutto fa pensare che a settembre si sia in grado di far decollare il progetto: 1 miliardo e passa di euro tutti su città umbra.
Lo sapete quale è il Pil dell’Umbria complessivamente? 20 miliardi.
Qualcuno ha idea di quanto sposta questo investimento? - L’investimento di cui si parla è per quasi 800 milioni in capo al socio privato Arvedi. Mentre non è sicuramente colpa di Arvedi l’inquinamento ambientale trovato.
- Nella lettera ai dipendenti si affronta il cruciale tema del rapporto con l’indotto. C’è una chiara apertura di Arvedi nei confronti delle aziende e degli artigiani del territorio. Ovviamente Ast sarà aperta a offerte a cifre concorrenziali con quelle del mercato. Una sfida per aziende e artigiani del territorio.
- Giovanni Arvedi scrive direttamente ai dipendenti per coinvolgerli nella nuova stagione dell’impresa. Salta il sindacato? No, ma certo un segnale lo dà. D’ora in poi si cresce o si arretra insieme. Per il 2024 e il 2025 ci sono possibili di crescita straordinarie da cogliere. Con il giusto atteggiamento.
- C’è infine un segnale positivo per la strategia su Ast della Tesei: fiducia nel rispetto reciproco. E si va avanti.


