r.p.
TERNI – Stefano Bandecchi non ci sta. E demolisce le dichiarazioni sui dati dei tumori a Terni con cui il senatore Franco Zaffini (Fdi) lo ha attaccato pesantemente, come riportato da Umbria7.
In un reel su Instagram il sindaco infatti legge tutta l’intervista a Franco Zaffini, ironizza sulle cariche del senatore, con pause teatrali di disappunto e un messaggio diretto e senza equivoci: «Con rispetto, ma senza stima». Bandecchi infatti «con calma» spiega di non credere di «aver mai detto che a Terni si muore al doppio o al triplo (riferito rispettivamente ad adulti e bambini, ndr). Eventualmente avrò detto che ci sono il doppio e il triplo dei casi rispetto alla media nazionale. E spero – dice rivolto al senatore, segretario regionale Fdi e presidente della Commissione sanità del Senato – che questa istituzione che lei acclara, la Regione, abbia questi dati, che sono notori, altrimenti glieli forniremo noi come Comune». Ma Bandecchi è ancora più preciso: «Faccio presente che ho anche detto che a Terni le malattie dell’infanzia e genetiche sono estremamente diffuse e mi è sempre risultato strano e particolare. La Regione lo sa e anche la Provincia: sul rimborso per portare a scuola i bambini malati, rimborso di 500mila euro che arriva alla Provincia dalla Regione, oltre 400mila sono per Terni».
Numeri che appunto per il sindaco testimoniano una condizione di indubbia criticità, dal punto di vista di malattie legate alla situazione del territorio ed evidentemente dell’ambiente. «Non so Zaffini che ci faccia in commissione Sanità – affonda Bandecchi -, di lui non ho mai avuto molta fiducia. Non pensavo che il senatore fosse così indietro, ma prima di dire di me che non conosco certe cose, lei dovrebbe documentarsi meglio. Lei che fa il senatore per sbaglio, io non l’avrei mai candidato». Un attacco frontale, che anticipa i prossimi programmi: «Ma per me così sarà più facile trovare spazi in quel centro ormai rappresentato solo da Alternativa popolare». L’idea chiaramente espressa è quella della «conquista» di Perugia alle prossime elezioni comunali.
Ma il finale è ancora per Zaffini: «La ringrazio di far uscire questi articoli, grazie di non capire cosa dico, confondere i morti con i casi. Eppure io parlo italiano in maniera corretta. E se voi parlate di me significa che non avete niente altro da fare e niente da dire. In fondo in 5 anni non avete detto niente». E poi, l’ultimo invito: «Zaffini, quando mi vuole parlare sa dove trovarmi. Io non sono segretario regionale, ma sono segretario nazionale e presto vedrete arrivare anche noi»
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