di Marco Brunacci
PERUGIA – Arriva una settimana decisiva per il calcio umbro, Perugia e Ternana insieme. Con tutto quello che significa per gli equilibri delle rispettive città.
Dossier Perugia. Finiti i fuochi d’artificio di qualche giorno fa, con relative inutili alte grida, la trattativa è ripartita seriamente, sui fatti, sui numeri, sulle situazioni concrete. Il presidente Santopadre sa bene che una stagione (la sua) è conclusa. Le stagioni si possono allungare. Ma di solito non è bell’andare.
I problemi stanno tutti nel bilancio del Perugia e sulle valutazioni.
Il successo (in parte a sorpresa) nel ricorso del Perugia per rimanere in serie B costringe coloro che trattano a stilare due tipi di intesa. Una che parte dalla permanenza in serie B e una che conferma la retrocessione.
Qui il “closing” di questo “tira e molla” giudiziario, per dirla chiara, non sarà prima del 29 agosto se le autorità del calcio non si decidono a usare la via d’uscita indicata da Umbria 7 prima che tutti si accalorassero: un campionato di serie B a 21 squadra o, se del caso, pure a 22.
Altrimenti l’ultima parola sarà messa dal Consiglio di Stato a fine agosto, con relativi scossoni per il calcio (e la sua residua credibilità).
Come largamente anticipato e argomentato su questo sito, la trattativa di Santopadre con la cordata Benigni procede tra molto difficoltà, ma sono tutte – come dire – tecniche. La volontà di cedere da una parte e di acquistare dall’altra è evidente.
Chi soffia sul fuoco non ha prospettive. Se la trattativa non decollerà fino a concludersi, sarà solo per problemi tecnici, ma al momento è tornato il sereno e l’ottimismo è giustificato.
Per la Ternana: più volte Umbria 7 ha dovuto spiegare che non c’era spazio per Ferrero (ridotto a doversi accontentare di una rubrichetta radiofonica sull’emittente di Bandecchi e se non ha trovato un titolo ci permettiamo di suggerire: “Il morso del Viperetta”). La qual cosa dice quanto sia determinato il nuovo proprietario Guida nel mantenere una assoluta indipendenza da Bandecchi e dai suoi desiderata.
Perché il termine del 20 luglio che si erano dati come termine per il closing (anche qui sottolineato con largo anticipo da Umbria 7) non è stato rispettato?
Siamo sempre ai problemi tecnici, più uno “politico”. Guida non ha alcuna intenzione di lasciare spazio a una partecipazione anche minima di Bandecchi nella società, con conseguente uscita di Tagliavento dai ruoli societari.
Su questo Guida non transige a dimostrazione che è tutto fuorché un prestanome dell’ingombrante sindaco-presidente. Ma non sembra che per Bandecchi ci siano alternative diverse da quella del firmare la cessione “sic et simpliciter” senza condizioni (pende oggi più che mai la spada di Damocle del giudizio sulla incompatibilità, siamo già in zona Cesarini e semmai scattano i supplementari ma si va a chiudere in tempi stretti).
La data del closing della cessione però è stata di nuovo prolungata. Fonti di solito ben informate dicono che si chiude tra lunedì e mercoledì. Ma più probabilmente mercoledì.


