El. Cec.
TERNI – «Il Briccialdi qui dentro scoppia. Le iscrizioni aumentano, gli spazi non bastano. Non c’è l’aria condizionata. Il suono della musica disturba i condomini del Palazzo». Sono alcune delle motivazioni che Letizia Pellegrini, presidente del conservatorio ternano, elenca in conferenza stampa. Un ragionamento, il suo, teso a far capire alla cittadinanza le ragioni del trasloco da un palazzo di prestigio come quello in cui ha sede attualmente l’istituto musicale, ad un passo dal teatro comunale e a mezzo da Palazzo di Primavera. Non di meno conto: con una sede come il Centro multimediale si potrà accedere a bandi ministeriali. E più ancora: «Il Campus Briccialdi al Cmm sarebbe l’unica realtà di tale portata nel Centro Italia».
L’intenzione di trasferire l’istituto musicale Giulio Briccialdi è stata condivisa dalla presidente Letizia Pellegrini, dal direttore Roberto Antonello, dall’ex direttore Marco Gatti. Tutti e tre consapevoli delle necessità del conservatorio e delle criticità che ci sono ad oggi nell’attuale sede. Ad esempio il Palazzo Giocosi Mariani non permette e non supporta adeguatamente le prospettive di sviluppo e di crescita che il Briccialdi ha; non si riesce a garantire l’iscrizione a tutti gli allievi che presentano la domanda per mancanza di spazi sufficienti; non c’è l’aria condizionata; non ci sono aule magna.
Per questa ragione hanno deciso di intraprendere questo percorso di trasferimento della sede, tramite l’adesione ad un apposito bando del Ministero dell’università e della ricerca. Il quale finanzia progetti per l’edilizia scolastica delle istituzioni AFAM, Istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica.
La Presidente sottolinea che il Briccialdi è stato statalizzato a settembre e per questo ha potuto partecipare a questo bando. Che prevede il finanziamento di 100 milioni progetti da uno fino a 10 milioni di euro.
«Non ho preso la parola fino ad ora perché finché non era concluso il progetto, non volevo buttare sulla piazza solamente intenzioni o possibilità, perché non aveva senso comunicare solo auspici – afferma Letizia Pellegrini – Ad oggi la notizia c’è in quanto abbiamo inviato la domanda».
Perché la scelta dello spostamento al centro multimediale? «Devo dire che da ternana la prima cosa che mi ha colpito è la possibilità di redimere lo spreco di denaro di quel posto – sostiene Letizia Pellegrini – ogni volta che passo lì e lo vedo vuoto, lo vedo come un monumento di fallimento per la nostra città». La Presidente passa poi in rassegna i benefici dell’area: la struttura del centro multimediale è dotata di un teatro che ospita 370 posti, di uno spazio mensa, di spazi esterni, camerini e tanti uffici che possono essere usati sia come tali, sia essere riconvertiti in aule; ha un aula magna, aule informatiche per svolgere seminari online, sale informatiche, ha un proprio parcheggio. Insomma «il centro multimediale può far diventare l’istituto Briccialdi un campus della musica, cosa unica in Italia».
Il progetto prevede anche uno stralcio successivo perché l’attuale bando non prevede la possibilità di realizzare dei posti letto, ma la volontà c’è. Insieme alla possibilità di adibire una palestra. Il campus Briccialdi sarebbe un’opera di innovazione e rivoluzione, fermo restando la volontà di mantenere la tradizione e il legame con la cultura ternana.
Il preventivo per la realizzazione è di 6 milioni e 440 mila euro. Il progetto prevede anche co-finanziamenti e partners che hanno dato l’adesione al progetto come la Fondazione Carti che ha dato 500 mila euro. La regione dell’Umbria che ne ha dati 300 mila. Il Comune di Terni contribuisce con 350 mila, fondi già destinati all’area verde del centro multimediale. Il Briccialdi ad oggi ha messo sul tavolo 50 mila euro per le prime fasi di progettazione in vista della domanda. Per questo il finanziamento chiesto al Ministero è di 5 milioni e 240 mila euro.
Per trasformare il Cmm in campus della musica sono necessari lavori di adeguamento funzionale attraverso la manutenzione straordinaria degli edifici, il restyling e consolidamento edilizio della struttura, conservando l’attuale cubatura; interventi di efficientamento energetico per contenere i costi di gestione. Il Campus della musica si presta a riqualificare un intero comparto di città che va da Porta Valnerina alla stazione ferroviaria e che incontra sul proprio percorso anche la sede sociale della Ternana Calcio.
La domanda al Miur è stata inviata il 17 luglio e per verificare se tutto ciò si realizzerà effettivamente bisognerà attendere l’approvazione di un apposita commissione. La risposta non arriverà prima del 24 luglio. Anche se l’esito, poi, fosse positivo, l’istituto musicale deve procedere con il progetto esecutivo, individuando una stazione minima di appalti, per espletare tutte le procedure di gara. Una volta aperto il cantiere, per legge del bando, deve essere ultimato entro due anni.


