DI ARIANNA SORRENTINO
PERUGIA – Già il nome potrebbe far intuire la sua storia. Si chiama Le Cappuccinelle, e ora è un agriturismo. Prima, un convento. Il progetto agricolo nasce da un’intuizione di Eros Giovannini e Sabina Maggesi, convinti nel 2016 di tornare alle origini, avviando un’attività che recuperasse le più autentiche tradizioni contadine in chiave contemporanea e acquistando alcune parcelle in giro per il territorio perugino. L’obiettivo? Valorizzare alcune terre nel comune di Perugia. Ma la storia parte da ancor prima.
Nel convento dove ora nasce l’agriturismo vivevano le suore che garantivano alle loro ospiti una possibilità di riscatto e affermazione sociale, che durante il XVII secolo era quasi impensabile raggiungere per una donna. In particolare, si occupavano di aiutare madri soli o ragazze controcorrenti per quei tempi, e abbracciavano le regole di Santa Chiara. Inizialmente però, l’ordine aveva la sua collocazione perugina nel quartiere di Borgo XX Giugno, ma dopo dieci anni – nel 1735, grazie ad un’importante donazione della Marchesa Caterina Formi Estense Tassoni – venne acquistato un nuovo dormitorio con orti e campi il 19 febbraio 1788, dove ora sorge appunto l’agriturismo. Da questa premessa viene creato il luogo che offre un servizio di accoglienza esclusivo, un luogo dove potersi rigenerare, ritrovare la propria forza e il proprio benessere attraverso i rituali della Spa – su due livelli e circondata dalle campagne umbre e dalla piscina a sfioro. La pianta dell’agriturismo e le travi dei soffitti nelle stanze delle due torrette principali sono alcuni degli elementi originali conservati del diciassettesimo secolo: a ciò, si aggiungono le pietre delle murature esterne e l’ulivo che accoglie nel cortile esterno. Cornice antica per una struttura d’ultima generazione con piscina interna riscaldata con idromassaggio lombare, cascata cervicale e lettini idromassaggio subacquei, sauna finlandese, bagno di vapore, doccia emozionale, nebbia fredda, cascata di ghiaccio e stanza del sale.
Ma l’Umbria viene raccontata anche attraverso la cucina del ristorante Settedue e i vini della cantina Torre Penne all’interno dell’agriturismo – e accessibile anche agli esterni. In tavola sono presenti solo prodotti locali, molti dei quali coltivati nelle terre dell’agriturismo, altrimenti provenienti da aziende agricole del territorio. Al centro della produzione regna lo zafferano. Per fare in modo che si preservi tutto l’aroma e prima che gli stigmi si aprano, lo zafferano viene raccolto delicatamente, appena al sorgere dell’alba in 72 minuti – da qui il nome del ristorante – che è il tempo impiegato dalla terra per compiere 18 gradi di rotazione. I pasti sono accompagnati da una delle otto etichette prodotte dall’azienda agricola – al momento con una produzione di circa 20mila bottiglie l’anno, di cui la metà è possibile ritrovarli oltre che al Settedue, anche in Flora Eat & Shop – il luogo dove il cliente può sia mangiare che acquistare i prodotti e la materia prima dell’azienda. Recentemente è stata riaperta la piscina denominata la “Spiaggia di Perugia”.









