TERNI – L’amministrazione Bandecchi parla di un possibile nuovo dissesto delle casse del Comune di Terni. Uno scenario apocalittico per i cittadini Ternani che già vengono da cinque anni di tasse e tariffe comunali tutte al massimo, effetto del dissesto del 2018.
Ma si sa, se un comune è in dissesto le sue tasse, compresa l’addizionale, non possono subire riduzioni. L’amministrazione Bandecchi piange sulle casse vuote e invoca l’intervento del Governo per un apposito decreto “Salva Terni”. Sulla scia di quanto fatto per altre realtà, anche se più consistenti nel numero di cittadini e di debiti: le cosiddette città metropolitane. Eppure per Terni il peggio sembrava passato. Perché stando agli atti ufficiali il ministero delle Finanze ha chiuso la procedura di dissesto del 2018. I debiti rimasti fuori dalla procedura semplificata – i creditori che non hanno aderito al pagamento ridotto del 60% – rientrano nel bilancio ordinario del comune. Ma non sono questi a preoccupare. A far suonare l’allarme sono i crediti legati alla riscossione delle multe non pagate. Si parla di 17 milioni di euro sui quali non c’è certezza di incasso. Una cifra in mano ad Equitalia, che però per le casse del comune è virtuale. Se quei soldi non entreranno effettivamente per il comune sono guai. Fermo restando che il percorso del nuovo dissesto al momento non vede neanche l’inizio.
Certo, il grido di allarme contiene anche implicito il messaggio: «Bambole non c’è una lira».
Nei giorni scorsi sempre da Palazzo Spada era trapelato che gli 800 mila euro per il taglio dell’erba e per tappare le buche sono finiti. E prima di settembre non sarà possibile rimpinguare gli appositi capitoli con manovre correttive. Come dire che per il cambio di passo nella cura della città occorrerà aspettare.


