CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – A settembre sarà una vera e propria maestra, almeno per un giorno. La bella storia di Imelda Starnini, 90 anni compiuti lo scorso 3 febbraio, simbolo nazionale della recente tornata di “esami” della ripartenza dopo le restrizioni imposte dal Covid, è stata celebrata ufficialmente questo pomeriggio nella sala consiliare del comune di Città di Castello con tanto di targa ricordo, fiori, pubblicazioni ed una gradita sorpresa che imprime alla giornata il timbro di affetto e ammirazione di due comunità quella di San Giustino – suo luogo di origine – e di Città di Castello, Comune dove da decenni risiede assieme alla sua famiglia. Un piatto in ceramica d’autore con la scritta “maestra Imelda”, realizzato per l’occasione dai maestri artigiani Sandra Baldinelli e Lorenzi Giornelli di “Ceramiche noi” azienda simbolo, a livello internazionale, della creatività, resilienza e caparbietà.
Non solo sulla “carta” ma anche nella pratica “nonna” Imelda, sarà almeno per un giorno maestra per davvero in classe ad inizio del nuovo anno scolastico, in una scuola della città, per raccontare ai giovani studenti la sua storia diventata un simbolo da imitare.
Il sindaco di Città di Castello, Luca Secondi, l’ha infatti invitata a presentarsi a settembre ai nastri di partenza del nuovo anno scolastico, per una lezione “fuori programma”, e Lei con il solito piglio ha accettato di buon grado. «Sarò presente», ha detto lmelda.
Dopo il diploma, con il voto finale di 76 su 100, conquistato brillantemente, superando le tre prove previste per il liceo delle scienze umane, presso l’istituto “San Francesco di Sales”, in attesa del tanto agognato attestato ufficiale da incorniciare, Imelda con orgoglio porta a casa quel piatto con dedica ed una targa ricordo con i loghi comunali di Città di Castello e San Giustino, consegnata dai sindaci delle due città, Luca Secondi e Paolo Fratini, assieme agli assessori alle politiche scolastiche, Letizia Guerri e Milena Crispoltoni, e don Andrea Czortek, vicario generale della Diocesi, con impressa una eloquente motivazione: «Per lo straordinario esempio di vita e dedizione verso lo studio ed il sapere che con il raggiungimento del traguardo finale ha trasmesso a tutti d in particolare ai giovani».
Alla partecipata cerimonia è intervenuto anche il dirigente scolastico dell’istituto “San Francesco di Sales”, Simone Polchi, che, dopo aver consegnato alla neo-diplomata un volume sulla storia plurisecolare dell’istituto, ha comunicato di aver ricevuto e letto i passaggi più significativi della lettera del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, attraverso la quale ha voluto rivolgere alla signora Imelda Starnini «i più vivi complimenti e auguri per il traguardo raggiunto». Nel corso della cerimonia Imelda, ha stretto con orgoglio la “tesina” degli esami dal titolo eloquente: «L’arte di invecchiare».
Giovedi della scorsa settimana al termine della terza ed ultima prova, il colloquio, Imelda Starnini aveva voluto dedicare il raggiungimento del sogno di una vita al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che segue sempre con ammirazione e affetto sempre in televisione, non si perde mai un suo discorso, intervento e servizio in televisione e sui media.
«Il presidente Mattarella è il nostro faro – aveva detto la neo diplomata – riferimento per tutti ed in particolare dei giovani che ama tanto a cui spesso lancia messaggi positivi come me nel mio piccolo oggi, umilmente con questo passaggio della mia vita. Viva il presidente della Repubblica». Concetti che oggi, visibilmente commossa e felice, attorniata da familiari ed amici ha ribadito nella sala consiliare, aggiungendo ancora ulteriori dichiarazioni che la dicono lunga sullo straordinario personaggio che ha rappresentato e rappresenta soprattutto ai giovani con il suo esempio sui banchi di scuola accanto a compagni di classe che potrebbero essere suoi nipoti.
«Nella vita – ha affermato Imelda – non bisogna mai mollare e bisogna lottare sempre per quello in cui si crede. I sogni sono fatti per essere realizzati ed io nel mio piccolo ambito ne sono la testimonianza concreta. La voglia di sapere, il desiderio di studiare e di raggiungere ora a 90 anni il sogno di un diploma e diventare maestra mi hanno dato la forza di conquistare questo obiettivo, grazie anche al supporto della mia famiglia, del preside professor Polchi, dei docenti, dei ragazzi e dei comuni di Città di Castello e San Giustino che oggi in questa bellissima sala mi onorano di tanta attenzione. Grazie infine al ministro Giuseppe Valditara per le belle parole che ha scritto e ai giornalisti che hanno compreso il mio messaggio e mi hanno seguito con affetto commovente: vi abbraccio tutti siete straordinari e fate un lavoro bellissimo e prezioso».
Nonna Imelda non ha nessuna voglia di finire gli studi ed è pronta a diventare una matricola: «Qualcuno- ha sentenziato- mi ha chiesto se ora penso anche alla laurea all’Università. Perché no, vedremo se avrò le forze e le motivazioni per farlo. Nella vita, l’età non conta. Chissà».





