A. P.
TERNI – Il Comune vicino al dissesto bis. Il Comune che pur di avere un direttore generale si fa carico di 230mila euro l’anno. Il Comune che bacchetta Asm per i debiti verso i fornitori e che “strilla” ai creditori (suoi) per il rifiuto del 60 per cento.
Il Comune che inizia la ristrutturazione interna – ferma fino a giovedì per l’assenza del direttore da 230mila soldoni – mettendo carburante alle Pandine per trasportare funzionari, dirigenti e oggetti personali qua e la per la città: chi ha traslocato dal Pentagono alla Ex Foresteria, chi da Palazzo Carrara alla Bct, chi da Palazzo Spada al Pentagono. Ma torniamo ai conti di Palazzo Spada partendo dal “Discorso del Re”. Nel giorno dell’insediamento a Palazzo Spada, quando Bandecchi annuncia il blocco del progetto del Verdi e un parcheggio in Largo Cairoli (poi invece mette a terra i progetti della giunta Latini), assicura anche che con lui al comando i creditori saranno contenti di ricevere il 50 per cento. Una cifra di dieci punti percentuali inferiore a quella già rifiutata. Poi ancora sui conti, Bandecchi: «Ci hanno lasciato una polpetta avvelenata, ma siccome una parte del debito riguarda crediti che il Comune ha con sè stesso, farò uscire 10 milioni dalla tasca sinistra e li farò rientrare nella tasca destra». Infine il disastro dichiarato in conferenza stampa sabato mattina dal vice sindaco Corridore e dall’assessore al Bilancio Bordoni. L’apocalisse. Con soluzioine, però, dice Corridore: «Il Governo potrebbe fare un decreto Salva Terni». Ecco che interviene l’ex assessore al Bilancio Orlando Masselli (FdI): «E’ stata una strada già battuta coi precedenti governi. Speriamo che col nostro governo (Meloni) il Sindaco Bandecchi abbia migliore fortuna».
Per Corridore i crediti legati alla riscossione delle multe non pagate sarebbero virtuali. «Ma con Bandecchi sindaco – ironizza Masselli – non è tutto possibile? Non servono scarponi e video per recuperare i vecchi crediti ma capacità amministrativa. Tutte le dichiarazioni sullo stato economico del Comune di Terni fatte in questi giorni sono l’ emblema dell’arroganza, della superficialità e della supponenza di Corridore e company». Non le manda a dire Masselli: «Per contestare il rendiconto di liquidazione non basta un video infamante e menzognero. Per contestare l’operato degli amministratori di prima – come dice Bandecchi – suggerisco azioni migliorative e non intimidatorie rivolte ai creditori per farli accettare cifre inaccettabili».
Masselli ricorda anche al vice sindaco «visto che è sempre lui a parlare» che sono stati accantonati i soldi per pagare i creditori così come prevede la normativa. «Anche per quanto riguarda Terni Reti – aggiunge Masselli – siamo riusciti a rimetterla in equilibrio economico. La questione del derivato è cosa conosciuta e grazie ad una trattativa portata avanti dal precedente amministratore in via di risoluzione con grande beneficio economico per la società grazie all’attuale rialzo dei tassi, così come la questione di Udg, merita attenzione in quanto con una mossa sbagliata si rischia di mettere in difficoltà tutte e tre le partecipare Udg, Asm, Terni Reti». Certe narrazioni, per Masselli, potrebbero essere oggetto di studi a Ferentillo dove c’è il Festival Internazionale del Fantastico.


