Il centrodestra chiede la testa di Sara Francescangeli

La mozione di revoca del presidente del consiglio arriva contestualmente alla convocazione della seduta straordinaria, oggetto del contendere: «Troppa fatica rispettare il regolamento?» I VIDEO

TERNI –  E Comunque la convocazione del consiglio straordinario arriva fuori tempo massimo. «Si sarebbe dovuto svolgere nei 20 giorni dalla richiesta. E stando in democrazia, fino a prova contraria, il rispetto di regole e ruoli ci vuole». C’è questo ragionamento, in pratica, alla base della mozione di revoca del presidente del consiglio Sara Francescangeli (ai sensi degli articoli 22 del regolamento e 31 dello statuto)  presentata dai gruppi di centrodestra la mattina di venerdì 21 luglio. Dopo giorni infuocati. Soprattutto dopo lo scontro fisico e verbale del sindaco Bandecchi con il capo ufficio stampa del Comune che adesso si ritrova a fare un altro lavoro sempre in Comune, ma all’ufficio sport. In Prefettura – l’episodio portò i colleghi giornalisti a chiedere un confronto con sindaco e vice sindaco di fronte al prefetto Giovanni Bruno – Bandecchi annunciò un lungo periodo di malattia per il giornalista del Comune: 150 giorni. «Io non mi posso permettere di stare in malattia per un tempo tanto lungo» – commentò il sindaco. Ma dopo cinque giorni il giornalista, allontanato da Palazzo Spada, già era in pista. Comunque per quei fatti il centrodestra aveva richiesto la cristallizzazione delle immagini di videosorveglianza (quelle che fanno capo al Comune) solo che non c’è stata alcuna risposta. E parliamo del 27 giugno.  Poi c’è stato tanto altro. Tra le varie cose Cinzia Fabrizi (FdI) mette la necessità di dare valore al ruolo del consiglio: «Le discussioni al suo interno come all’interno delle commissioni non possono essere considerate  perdite di tempo da parte degli assessori». Cita il caso di Mascia Aniello, che dedica 15 minuti alle riunioni: «Ho altro da fare, dice». La Aniello, a capo dell’esercito  del verde, è la causa dello scontro aspro tra Ap e FdI (non che corresse buon sangue). Anche sulla questione dissesto bis, Fabrizi avverte: «Ci sono dei bilanci e c’è un avanzo di gestione da 1,5 milioni, che poi si vogliano spendere per riempire le fioriere è un altro conto». C’è invece la questione della incompatibilità ancora aperta, sempre la Fabrizi: «Il sindaco è stato il solo membro del consiglio a non firmare la dichiarazione sulla incompatibilità. Fu lui peraltro a dire non che aveva conflitti di interessi. Poi invece  prima si è dimesso dalla carica di presidente della Ternana  poi ha detto che l’avrebbe venduta entro il 15 luglio infine è rimasto tutto com’ era». Tornando alla mozione di sfiducia che per regolamento non potrà che essere discussa in consiglio, Ferranti (FI): «Il presidente del consiglio è il garante del rispetto di tutte le norme di riferimento, non può violarle». Quindi tre pagine di mozione a firma Fratelli d’Italia, Forza Italia e Masselli sindaco  – «una volta discussa, sarà votata a scrutinio segreto dal consiglio» – anche per orientare l’asticella dello scontro al rispetto delle regole.  L’esito? Ci vorrebbero 17 voti: difficile che la Francescangeli lasci la poltrona di presidente. Di sicuro a Palazzo del Governo il dossier Bandecchi si arricchisce di sempre nuovi capitoli: «Siamo già stati del Prefetto e torneremo la prossima settimana per rappresentare l’intero quadro della situazione. Il nostro interesse è impedire la deriva antidemocratica».  

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