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Il Perugia ha una strada per rimanere in serie B, si chiama campionato a 21 squadre

Secondo una raffinata mente giuridica perugina, l’obiettivo è ancora raggiungibile se si usa la determinazione necessaria e si è disposti ad andare fino al Consiglio di Stato. Tenendo presente che è stato violato un “termine perentorio”

M.BRUN.

PERUGIA – Una serie B a 21 squadre? Perchè no. Per il Perugia ecco una strada per restare in cadetteria. Ne è sicura una delle menti giuridiche più raffinate di questi parti. Certo: serve determinazione non comune, l’intenzione di andare fino in fondo, attendendo il giudizio del Consiglio di Stato. Sicuri di poter far fronte ai non pochi arrosti di cui è capace la giustizia sportiva.

Il ragionamento è semplice: è stato violato, dalle società che dovevano lasciare il posto al Perugia, un termine che va considerato “perentorio”. Quindi non un qualunque limite, un limite generico. Violarlo di poco o di tanto non fa differenza.

Se la giustizia sportiva vuol premiare lo sforzo per mettersi in regola in particolare del Lecco – che per altro adesso si lamenta col Monza – non può però ritenere disconoscere le sacrosante istanze del Perugia.

L’unico modo per compenetrare esigenze e interessi legittimi, forma e sostanza, è quello di accettare con una sanatoria Lecco e Reggina, ma aggiungendo il Perugia, che ha tutte le ragioni, avendo per parte sua seguito scrupolosamente le regole. Un Perugia che invece verrebbe penalizzato da una sorta di “magnanimità” più politica che tecnica, giuridicamente difficile da giustificare da parte delle autorità calcistiche.

Certo: le altre società di serie B dovrebbero dividersi per 21 invece che per 20 i finanziamenti previsti, ma si tratterebbe di un piccolo sacrificio a fronte di una più importante scelta di giustizia sostanziale.

Le armi di pressione del Perugia calcio? La raffinata mente giuridica fa presente che oltre a far scendere in campo il Tar, basta avere la determinazione giusta per non recedere di fronte a qualunque pressione fino ad arrivare  a un giudizio di merito davanti al Consiglio di Stato.

Il giudizio di secondo grado, nell’ambito della giustizia amministrativa, ha i suoi tempi. Il rischio per tutti è che potrebbero venir bloccati i campionati fino a ottobre o potrebbero essere eventualmente stravolti.

Tutto questo – va ancora una volta sottolineato – può succedere in quanto alla base c’è un “termine perentorio” che è stato disatteso. Non una piccola e più o meno insignificante mancanza.

Il collegio legale del Perugia calcio può ora prendere in considerazione questa strada. Che non  solo non è affatto peregrina ma, in punta di diritto, ha ottime possibilità di essere riconosciuta valida.

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