M.Brun.
PERUGIA – Un briciolo di inside sull’evento inaugurale di Umbria Jazz, nascosto, per volontà del protagonista, a ogni obiettivo. Per cui senza nessun tipo di immagine. Bob Dylan arriva puntualissimo sul palco, che ancora mezza platea non si è sistemata, e parte con la musica.
Non si è messo, come dicevano, in penombra, ma non ha fatto accendere gli schermi. Risultato: vedevano benino solo quelli che erano vicino. Immaginabile qualche malumore tra quelli più lontani. Ma intorno all’evento è stato imbandito anche qualche bell’incontro: la presidente della Regione, Tesei, aveva con sé il presidente di Unicredit, ex ministro plenipotenziario dell’economia, Pier Carlo Padoan. Ma anche Minotti (Mediocredito centrale), col dg di CariOrvieto. E accanto l’ad di Banco Desio, Decio.
Garantiscono i ben informati: Tesei non ha perso occasione di parlare di affari. Vorrà vendere qualche quota di qualcosa, magari pure dell’aeroporto?
Poi gli industriali. Di sicuro Mario Arvedi Caldonazzo è stato anche a palazzo Donini e qualche pratica l’ha sbrigata. Poi eccolo al concerto. Non lontano da lui c’è il principe Margaritelli e soprattutto il nuovo Re Mida dell’industria altotiberina, Mercati.
L’investimento pubblico è stato grande (Dylan è costato 400 mila euro, più spese varie in aggiunta) ma i cento euro a testa dei 7 mila paganti, con l’Arena Santa Giuliana gremita, hanno mostrato che lo sforzo ha ottenuto risultati. Ma soprattutto dovrà pur essere fatta conoscere l’Umbria. Si vedrà se questo è il modo migliore nel futuro. Per ora questo è.
La grande serata con tantissima politica. Quasi tutta quella che conta. I più entusiasti a sinistra. Ecco il leader Pd Tommaso Bori e quello M5s Thomas De Luca, che applaudono senza freni.
Neanche a provarci ovviamente a chiedere un bis. Dylan non lo ha mai fatto. Ma se il patron di Uj Carlo Pagnotta, 90 anni ad agosto, qualche tensione l’aveva, è apparso molto sereno il manager dell’ottantadue mitico “menestrello” Adolfo Gatti, non certo per aver incassato il cachet, ma perchè ha avvertito un feeling non scontato tra Dylan e Perugia. Anche se il concerto non è stato certo pop, niente spazio per i pezzi classici del grande cantautore americano, solo musica impegnativa. Però tre minuti di armonica a bocca sono stati sufficienti per far risuonare l’applauso.
Conclusione della prima serata-evento: Uj dimostra i suoi cinquant’anni d’età, ma è e resta sempre uguale a se stessa, un grande happening di successo (con qualche inevitabile mugugno incluso nel bouquet).


