Bob Dylan_foto dalla pagina Facebook Bob Dylan
foto dalla pagina Facebook Bob Dylan

Inside sull’evento Bob Dylan: chi c’era, chi non c’era/ Banchieri top e un po’ di industria con Tesei. La politica? Gli entusiasti a sinistra

Schermi spenti, lui davanti al palco, visibile solo da quelli più vicini nell’Arena ma l’ottantaduenne mitico “menestrello” relativamente caloroso (rispetto ai suoi standard). In settemila paganti senza cellulari e i 400mila euro spesi

M.Brun.

PERUGIA – Un briciolo di inside sull’evento inaugurale di Umbria Jazz, nascosto, per volontà del protagonista, a ogni obiettivo. Per cui senza nessun tipo di immagine. Bob Dylan arriva puntualissimo sul palco, che ancora mezza platea non si è sistemata, e parte con la musica.

Non si è messo, come dicevano, in penombra, ma non ha fatto accendere gli schermi. Risultato: vedevano benino solo quelli che erano vicino. Immaginabile qualche malumore tra quelli più lontani. Ma intorno all’evento è stato imbandito anche qualche bell’incontro: la presidente della Regione, Tesei, aveva con sé il presidente di Unicredit, ex ministro plenipotenziario dell’economia, Pier Carlo Padoan. Ma anche Minotti (Mediocredito centrale), col dg di CariOrvieto. E accanto l’ad di Banco Desio, Decio. 
Garantiscono i ben informati: Tesei non ha perso occasione di parlare di affari. Vorrà vendere qualche quota di qualcosa, magari pure dell’aeroporto?

Poi gli industriali. Di sicuro Mario Arvedi Caldonazzo è stato anche a palazzo Donini e qualche pratica l’ha sbrigata. Poi eccolo al concerto. Non lontano da lui c’è il principe Margaritelli e soprattutto il nuovo Re Mida dell’industria altotiberina, Mercati.

L’investimento pubblico è stato grande (Dylan è costato 400 mila euro, più spese varie in aggiunta) ma i cento euro a testa dei 7 mila paganti, con l’Arena Santa Giuliana gremita, hanno mostrato che lo sforzo ha ottenuto risultati. Ma soprattutto dovrà pur essere fatta conoscere l’Umbria. Si vedrà se questo è il modo migliore nel futuro. Per ora questo è.

La grande serata con tantissima politica. Quasi tutta quella che conta. I più entusiasti a sinistra. Ecco il leader Pd Tommaso Bori e quello M5s Thomas De Luca, che applaudono senza freni.

Neanche a provarci ovviamente a chiedere un bis. Dylan non lo ha mai fatto. Ma se il patron di Uj Carlo Pagnotta, 90 anni ad agosto, qualche tensione l’aveva, è apparso molto sereno il manager dell’ottantadue mitico “menestrello” Adolfo Gatti, non certo per aver incassato il cachet, ma perchè ha avvertito un feeling non scontato tra Dylan e Perugia. Anche se il concerto non è stato certo pop, niente spazio per i pezzi classici del grande cantautore americano, solo musica impegnativa. Però tre minuti di armonica a bocca sono stati sufficienti per far risuonare l’applauso. 

Conclusione della prima serata-evento: Uj dimostra i suoi cinquant’anni d’età, ma è e resta sempre uguale a se stessa, un grande happening di successo (con qualche inevitabile mugugno incluso nel bouquet).

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