L’eroe sui pedali, ad Assisi viene esposta la bici di Gino Bartali

Si tratta della biciletta con cui il campione toscano arrivò secondo al Tour de France del 1949

R.P.

ASSISI (Perugia) – Un pezzo di storia e un simbolo di pace e fratellanza. La prima bici targata Bartali, con incastonata l’immagine della Madonna, con la quale il grande campione toscano arrivò secondo al Tour de France del 1949, è esposta temporaneamente al museo della Memoria di Assisi.

Non una semplice bici, ma la testimonianza  la storia di Gino Bartali e di tutta la rete clandestina, che salvò centinaia di ebrei negli anni delle persecuzioni razziali. Grazie al collezionista padovano Gianfranco Trevisan, nell’esposizione assisana in scena nei locali del Santuario della Spogliazione arriva questo importante cimelio che è stato svelato, nel giorno del 109esimo anniversario della nascita del campione.

Presenti il vescovo delle diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino, la nipote di “Ginettaccio”, Gioia Bartali, dal sindaco di Assisi, Stefania Proietti, la curatrice e ideatrice del museo, Marina Rosati e dal Trevisan. La cerimonia di consegna è avvenuta il 18 luglio nella sala della Spogliazione alla presenza di autorità civili e militari. 

Ha raccontato commossa la nipote del grande campione: «Il nonno diceva che il faticare in sella fosse la cosa che più si avvicinava alla preghiera, è una grandissima opportunità per ricordare il nonno, la sua vita e la sua semplicità. Ringrazio il collezionista che l’ha messa a disposizione, noi familiari infatti non abbiamo bici perché il nonno, con il suo animo gentile, le ha donate tutte ed ora sono in mano a collezionisti e ciclisti. Sono felice che ora questo cimelio possa essere esposto al museo».

Per il sindaco Proietti, che ha donato alla signora Bartali una spilla con lo stemma della Città di Assisi, «questo è un momento importante per la città, che ha trovato tanti coraggiosi compagni di viaggio in quest’opera di salvezza degli ebrei: è il caso di Bartali, ma non solo».

Il vescovo ha ricordato l’esempio di Francesco che in questi locali si è spogliato di tutto: «Siamo lieti – ha detto – che tra quelli che hanno passato l’antica porta di accesso del vescovado, ci sia stato anche Bartali e la sua opera di salvezza». L’esposizione ospita già la cappellina di Gino Bartali, grande campione e uomo di fede.

Per la curatrice Rosati «il museo sta crescendo nell’apprezzamento dei visitatori, nelle iniziative nelle scuole, nella promozione di Assisi nel mondo. Ci mancava la bicicletta di Bartali ed ora grazie a questo collezionista e all’intercessione della nipote Gioia sarà un piacere ospitare un pezzo così importante di storia».

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